Comunicazione

28 ottobre 2008 | 0:00

Giornalisti Fnsi a Sacconi: necessarie risorse aggiuntive per il welfare

(AGI) – Roma, 28 ott. – Il welfare negoziale al quale guarda il ministro Sacconi per riformare il sistema delle garanzie e delle tutele del lavoro, presenta punti di interesse significativi ma da solo non basta per sostenere la domanda di socialita’ necessaria. E’ questa in sintesi, la valutazione della Federazione nazionale della stampa italiana in ordine alle linee guida del “Libro Verde sul futuro del modello sociale” su cui il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha aperto il confronto in vista di una riforma generale che comprenda interventi per sanita’, previdenza e ammortizzatori sociali. Il sindacato dei giornalisti premette che “intende partecipare al tavolo governativo successivo, portando il contributo della propria collaudata esperienza con sistemi di integrazione contrattuale, di autogestione di servizi e di solidarieta’ e segnalando l’esigenza che lo Stato non si sottragga al suo dovere di intervento specie sui terreni della gestione delle crisi di settore che determinano pesanti riflessi occupazionali (dalla cassa integrazione ai prepensionamenti)”. Un robusto welfare negoziale e’ stato infatti costruito da tempo dai giornalisti attraverso l’Inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti Italiani), la Casagit (Cassa autonoma di assistenza integrativa della categoria) e il Fondo di pensione complementare (Fpcgi). Ma se il complesso di interventi sociali del welfare negoziale dei giornalisti puo’ essere preso a modello per un piu’ vasto welfare contrattato, “occorre oggi – e’ scritto nel parere della Fnsi trasmesso al ministro – un intervento mirato dello Stato soprattutto sul terreno della fiscalita’” specie per quanto riguarda sanita’ e previdenza complementare. Per quanto riguarda invece la socialita’ relativa all’occupazione e gli ammortizzatori sociali, il modello negoziale bilaterale cui guarda il ministro non e’ in grado di reggere l’impatto con la situazione reale di oggi e ancor meno quella piu’ delicata che si prospetta per il futuro. Il segretario della Fnsi, Franco Siddi, ha scritto percio’ al ministro osservando che “il settore editoriale esige una revisione degli ammortizzatori sociali, con una particolare attenzione a sostegno delle misure di formazione, di cassa integrazione, di disoccupazione e soprattutto di prepensionamento, oggi a totale carico dell’Inpgi con sottrazione impropria di risorse dalla previdenza; un carico, questo non piu’ sostenibile senza che sia messo in crisi l’intero sistema di welfare della categoria per il quale si impone la necessita di risorse aggiuntive”.