Editoria

28 ottobre 2008 | 0:00

Crollano le vendite dei giornali in Usa, 2 milioni di copie in meno

(AGI) – Washington, 28 ott. – Il nemico numero uno della stampa non sono né il governo, né i poteri forti o la Spectre di James Bond. E’ internet e il conseguente processo di autocannibalizzazione che vede i siti gratuiti delle grandi testate togliere lettori all’edizione cartacea. Negli Stati Uniti il fenomeno si sta accentuando. In un anno le copie dei 507 quotidiani più diffusi in America sono crollate del 4,6% passando da 40.022.356 copie a 38.165.848. Il dato è stato reso noto dall’Audit Bureau of Circulation, l’agenzia che certifica le diffusione dei quotidiani. In buona salute restano solo due testate: ‘Usa Today’ che si conferma il primo quotidiano stabile con 2.293.310 copie, appena 173 in più dello scorso anno; segue il Wall Street Journal, acquistato al termine di una dura battaglia da Rupert Murdoch, che ha venduto in media 2.011.999 copie, 117 in più. Ma dalla terza posizione iniziano le “lacrime e sangue”: il New York Times, nel mirino della corazzata di Murdoch, ha perso il 3,58% di copie scendendo a quota 1.000.665. Ancora peggio ha fatto il “cugino” della costa ovest, il Los Angeles Times, che ha subito una contrazione del 5,20% scivolando a 739.147. Questo l’elenco delle prime 10 testate:
- USA TODAY — 2.293.310 (+0,01%)
- THE WALL STREET JOURNAL — 2.011.999 (+0,01%)
- NEW YORK TIMES — 1.000.665 (-3,58%)
- LOS ANGELES TIMES — 739.147 (-5,20%)
- DAILY NEWS, NEW YORK — 632.595 (-7,16%)
- NEW YORK POST — 625.421 (-6,25%)
- THE WASHINGTON POST — 622.714 (-1,94%)
- CHICAGO TRIBUNE — 516.032 (-7,75%)
- HOUSTON CHRONICLE — 448.271 (-11,66%)
- NEWSDAY — 377.517 (-2,58%)
(AGI)