TLC

31 ottobre 2008 | 0:00

Telecom/Presentata a Agcom richiesta aumento canone fermo da 2002

Telecom/Presentata a Agcom richiesta aumento canone fermo da 2002 Passerebbe da 12,14 a 13,40 euro/mese. I ‘social card’ esentati


Roma, 31 ott. (Apcom) – Telecom Italia ha formalizzato all’ Autorita’ per le Comunicazioni una proposta di variazione del canone residenziale per la telefonia fissa, con un adeguamento dell’importo pari a 1,26 euro al mese (Iva esclusa) che porterebbe il valore del canone dagli attuali 12,14 euro a 13,40 euro al mese, sempre Iva esclusa.


L’operatore non ha invece chiesto modifiche al canone di abbonamento ed ai contributi per la clientela affari.


Telecom ha motivato la sua richiesta, nella documentazione all’ Agcom, evidenziando come l’ammontare del canone residenziale sia fermo dal 1° luglio 2002 (quando passò da 11,36 euro/mese a 12,14 euro/mese al netto dell’IVA). Da quella data l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie ha registrato un incremento ( dati Istat) del 14,6%.
L’attuale valore del canone residenziale dell’Italia, in base alla documentazione di Telecom, è tra i più bassi in Europa e resterà  sotto la media dei principali Paesi Europei anche dopo l’eventuale variazione richiesta, visto che la media continentale e’ pari a 13,70 euro al mese. In Francia il canone residenziale e’ di 13,38 euro, in Spagna di 13,97, in Germania di 13,76 euro.


La societa’ sottolinea all’ Agcom come l’invarianza, per un così lungo periodo, del canone di abbonamento residenziale ha, quindi, contribuito in modo rilevante al virtuoso andamento registrato dai prezzi del settore delle telecomunicazioni.
Prezzi che dal ’95 hanno registrato una discesa del 18,1% unico comparto dei servizi che ha presentato una costante riduzione, mentre gli altri settori hanno evidenziato dinamiche opposte, decisamente inflazionistiche (es. acqua potabile +91,9%, energia elettrica +27,9%, gas +56,7%, pedaggi autostradali +40,8%, trasporti ferroviari +38,1%, trasporti urbani +46,6%, servizi postali +35%).


Telecom propone pero’ all’ Autorita’ la non applicazione dell’aumento previsto sul canone di abbonamento residenziale per i residenti, di cittadinanza italiana, che versano in condizioni di maggior disagio economico, e che rientrano nella cosiddetta ‘social card’ introdotta dalla manovra finanziaria approvata a giugno dal governo.