Editoria

31 ottobre 2008 | 0:00

MINISTRO BRUNETTA QUERELA L’ESPRESSO

MINISTRO BRUNETTA QUERELA L’ESPRESSO


(ANSA) – ROMA, 31 OTT – il Ministro Renato Brunetta ha questa mattina dato mandato ai suoi legali di querelare per diffamazione, qualora ne ravvisino gli estremi, il settimanale L’Espresso, che, nel numero oggi in edicola, scrive che avrebbe chiesto alla prefettura di Venezia “un alloggiamento di rappresentanza stabile quando è in Laguna”, più avanti descritto come “un bell’ufficio spazioso con vista sul Canal Grande nel rinascimentale palazzo Cà  Corner. Di fronte alla Collezione Guggenheim e non lontano da Cà  Farsetti”. Una notizia che una nota del portavoce del Ministro definisce seccamente falsa, aggiungendo che l’Espresso, dopo aver sostenuto che “la prefettura, ufficio territoriale del governo, non ha potuto che obbedire alla richiesta del ministro”, si “é ‘dimenticato’ di leggere le agenzie di stampa” che il 21 ottobre riportavano la secca smentita del Prefetto di Venezia Guido Nardone: “L’ufficio messo a disposizione del ministro Brunetta, per gli incontri istituzionali nell’ambito della Provincia, rientra nella prassi normale. Il suo allestimento non ha comportato alcun onere economico. Destano stupore le polemiche dal momento che rientra nella prassi normale dei rapporti tra membri del Governo e Prefetture, Uffici Territoriali del Governo, e già  avviene in altre Province che i Ministri dispongano di uffici messi a disposizione dalla Prefetture”. Anche la Lega Nord, tirata in ballo dal settimanale per aver protestato, in realtà , dopo “un’improvvida e solitaria” polemica del capogruppo Alberto Mazzonetto, aveva cambiato – ricorda la nota ministeriale – opinione qualche ora dopo, dichiarando alle agenzie: “Nessuna polemica con Brunetta: il mio intervento non era mirato ad attaccare il Ministro, col quale non posso che scusarmi per l’incomprensione. Alla luce dei fatti, ora risulta più chiaro che questo ufficio produrrà  maggiori servizi a favore dei cittadini. Approvo quindi questa iniziativa, che alla fine sarà  proficua soprattutto per il territorio veneziano”. “L’Espresso è ovviamente liberissimo di risparmiare sui costi di abbonamento alle agenzie di stampa – conclude ironicamente il portavoce del ministro – così come di non leggere i quotidiani locali di Venezia che hanno correttamente ripreso la smentita del Prefetto di Venezia e la retromarcia del leghista Mazzonetto. Quello che non può invece essergli consentito è di offrire informazioni false e tendenziose ai suoi lettori, venendo meno anche alla elementare regola giornalistica di chiedere al diretto interessato un eventuale commento su quanto sta per pubblicare sul suo conto”.