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06 novembre 2008 | 0:00

YAHOO!: YANG, APERTI ANCHE A MICROSOFT; TITOLO SALE +3,16%

YAHOO!: YANG, APERTI ANCHE A MICROSOFT; TITOLO SALE +3,16%


(ANSA) – NEW YORK, 6 nov – “Siamo aperti a tutto”, anche a “Microsoft, che al momento però non sembra interessata”. Il co-fondatore e amministratore delegato di Yahoo!, Jerry Yang, apre la porta al colosso di Redmon dopo il tramonto dell’accordo con Google, mettendo così le ali al titolo che, in controtendenza a Wall Street, sale del 3,16% a 14,36 dollari. “Siamo aperti ma al momento non ci sono novità ” su Microsoft, spiega Yang, ribadendo comunque che la società  fondata da Bill Gates non sembra al momento interessata ad alcuna transazione. Nei mesi scorsi il secondo motore di ricerca al mondo ha sbattuto più volte la porta in faccia a Microsoft, nel corso di un lungo braccio di ferro durante il quale Microsoft ha cercato di mettere le mani su Yahoo!. Yang ha difeso strenuamente la società  e la sua indipendenza, attirandosi le critiche di molti azionisti, convinti che Microsoft era l’alternativa migliore. E a guardare indietro gli azionisti non sembrano avere torto, constatano gli analisti: il titolo Yahoo! vale oggi sui 14 dollari. In febbraio Microsoft aveva messo sul piatto 33 dollari per azione per acquistare la società . Gli operatori sono convinti che Yahoo!, in seguito allo stop con Google e al difficile contesto congiunturale, abbia davanti a sé poche alternative. Quello che sembra sicuro – affermano – è che il secondo motore di ricerca al mondo, date le attuali condizioni del mercato, non puo continuare a perseguire la strategia dello ‘stand alone’. E in questo panorama, Microsoft è un’alternativa perseguibile, visto che un eventuale accordo con Aol – osservano gli analisti – si limiterebbe a unire due realtà  deboli, magari accelerandone la discesa. Google ha deciso di mettere un punto all’alleanza sulla pubblicità  on line con Yahoo! alla luce delle difficoltà  incontrate nel convincere l’antitrust sul fatto che l’intesa non avrebbe ostacolato la concorrenza. “E’ chiaro che l’accordo continua a preoccupare le autorità  e alcuni pubblicitari – ha spiegato Google sul proprio blog ufficiale -. Perseverare non solo rischia di avviare una lunga battaglia giuridica, ma anche di minare i rapporti con i nostri partner stabili. E questo non é nell’interesse di lungo termine di Google e dei nostri utilizzatori. Per questo abbiamo deciso di mettere fine all’accordo. Il successo di Google dipende dal restare focalizzati su quello che sappiamo fare meglio: creare prodotti utili per i nostri utilizzatori e i nostri partner”.