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07 novembre 2008 | 0:00

ANALISI: Agcom ingiusta? Forse no, di certo incoerente

ANALISI: Agcom ingiusta? Forse no, di certo incoerente


MILANO (MF-DJ)–Tra le tante cose dette dal Professor Stefano Mannoni, commissario dell’Agcom, nella sua accesa difesa pubblicata ieri da MF-Milano Finanza, concordiamo sicuramente sul fatto che il compito del regolatore e’ complesso e spesso ingrato. Ci sono tuttavia alcuni principi fondamentali che guidano l’azione di ogni buon regolatore; il primo e’ evidentemente quello di trattare situazioni uguali con criteri e regole identiche. Tale principio di non discriminazione, a nostro avviso, e’ messo in discussione nello schema di provvedimento sulle tariffe di terminazione mobile, che ha ricevuto le critiche della commissaria Viviane Reding. Fastweb, come primo operatore di rete fissa alternativo in Italia, che ha investito dalla sua nascita quasi 4 miliardi per realizzare l’unica rete di nuova generazione ad oggi esistente nel Paese, ritiene che dallo schema di provvedimento in questione consegua un trattamento sostanzialmente diverso per gli operatori di rete fissa e gli operatori di rete mobile.


Nel caso degli operatori di rete fissa, solo sei mesi fa l’Autorita’ ha basato la curva di discesa delle tariffe di terminazione su un modello teorico di simulazione dei costi di un operatore non infrastrutturato (cosiddetto modello Lric Bottom-up) che non tiene conto degli investimenti infrastrutturali effettuati dagli operatori, ne’ consente di tenere conto delle esigenze di investimento future in reti Ngn. Al contrario, nello schema di provvedimento sulla terminazione mobile, inviata per un parere alla Commissione europea e all’Antitrust italiano, Agcom ha basato, per i primi due operatori (Tim e Vodafone), la propria decisione sui costi storici pienamente distribuiti, pur in assenza di una certificazione dei dati di contabilita’ regolatoria forniti riconciliati con il bilancio degli stessi. Per gli altri due operatori mobili, si e’ usato un criterio ancora diverso, che sembra basarsi sulla “delayed reciprocity” ovvero di applicazione ritardata temporalmente delle tariffe applicate ai primi operatori, senza tenere conto di eventuali maggiori costi che Wind o H3G potessero dimostrare in virtu’ ad esempio delle diverse economie di scala. L’applicazione di criteri cosi’ difformi con l’utilizzo di contabilita’ non certificate e non aggiornate (per Telecom Italia e Vodafone, Agcom si basa sulla contabilita’ 2005) produce l’indesiderato effetto che mentre per Tim (l’operatore mobile di maggiori dimensioni) le tariffe di terminazione consentono di coprire oltre il 100% di tutti i costi di rete esposti nel bilancio (anche quelli non pertinenti alla terminazione, ivi inclusi i costi operativi, gli ammortamenti e il costo del capitale), la tariffa di terminazione di Fastweb copre meno del 15% dei soli ammortamenti esposti in bilancio. La commissaria Reding si e’ limitata a sottolineare l’eccessivita’ delle tariffe di terminazione mobile nel panorama europeo, la necessita’ di assicurare un effettivo orientamento al costo, l’applicazione di criteri omogenei al fine di evitare effetti distorsivi sul mercato. Come noto, le tariffe di terminazione nel mobile vengono pagate dai clienti di altri operatori per terminare la chiamata su un’altra rete (esempio fisso-mobile) ma sono in genere azzerate per le chiamate on-net ovvero quelle telefonate che originano e terminano sulla stessa rete (esempio, Tim verso Tim). Tale meccanismo ingenera il cosiddetto effetto-club per cui le societa’ con maggior numero di clienti possono distorcere la concorrenza offrendo ai propri clienti sconti per le chiamate on-net, non replicabili da altri operatori.


Siamo certi che l’Autorita’ nell’esaminare il provvedimento definitivo terra’ debitamente conto delle indicazioni provenienti dalla Commissione europea, applicando criteri che assicurino una assoluta parita’ di trattamento tra i diversi attori sul mercato, attraverso la fissazione di tariffe di terminazione che ripaghino in egual misura i costi sostenuti da ogni operatore per la predisposizione di reti di comunicazione Giovanni Moglia MF – Mercati Finanziari