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11 novembre 2008 | 0:00

VODAFONE: ITALIA, IN 6 MESI RICAVI SERVIZI +8,2%, MOL -1,7%

VODAFONE: ITALIA, IN 6 MESI RICAVI SERVIZI +8,2%, MOL -1,7%
 
(ANSA) – MILANO, 11 NOV – Vodafone Italia chiude il semestre al 30 settembre 2008 con ricavi da servizi pari a 4.196 milioni di euro (+8,2% e +0,9% su base organica) anche grazie al contributo dato dall’acquisizione di Tele2. Il margine operativo lordo si attesta a 1.950 milioni di euro (-1,7% e -2,6% su base organica) “a causa dei costi e degli investimenti sostenuti per il lancio dei nuovi servizi di telefonia fissa e per l’acquisizione di clientela alto valore in abbonamento, sia business che consumer” spiega la nota che accompagna i risultati. “I risultati del semestre, ottenuti in un contesto economico non facile, confermano la validità  del nostro percorso basato sulla centralità  del cliente e sulla innovazione nella telefonia mobile e fissa – ha commentato l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo – La crescita nella banda larga mobile e nei servizi di rete fissa ha bilanciato il calo dei ricavi nel mobile tradizionale, dovuto ad una competizione sempre più serrata”. I clienti mobili sono diventati 30.182.000 (+3,5%) con clienti abbonati che aumentano del 34%. Nel semestre sono stati lanciati i nuovi servizi di banda larga fissa Vodafone, che affiancano l’offerta di Tele2: i clienti complessivi sono pari a 656 mila in crescita del 45,7% su base organica rispetto a settembre dello scorso anno. Vodafone conferma “l’impegno a investire per lo sviluppo della propria rete di nuova generazione, sia mobile che fissa” sottolinea Bertoluzzo che ribadisce la sua critica agli impegni presi da Telecom sull’accesso alla Rete e chiede una separazione funzionale. “E’ indispensabile rimuovere i numerosi ostacoli alla concorrenza nel fisso, creando condizioni di vera parità  di accesso e reale contendibilità  dei clienti, tuttora non garantite. Gli impegni presentati dall’ex-monopolista risultano ancora inadeguati, solo una separazione funzionale può assicurare pari condizioni competitive. In questo contesto desta preoccupazione che l’operatore dominante possa presentare una richiesta di aumento del canone dei servizi in unbundling, che ridurrebbe ancor di più la competitività  nel mercato”.