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19 novembre 2008 | 0:00

Tlc/ Reding e Erg: politica sia più ambiziosa su spettro radio

Tlc/ Reding e Erg: politica sia più ambiziosa su spettro radio
Nel 2009, prima di passaggio a digitale, necessaria riflessione


Bruxelles, 19 nov. (Apcom) – Per il commissario europeo per i Media e la Società  dell’informazione, Viviane Reding, e per Daniel Pataki, presidente del Gruppo dei regolatori europei, occorre una politica più ambiziosa sullo spettro radio. Oggi i regolatori di spettro radio dei Ventisette, presieduti da Pataki nell’ambito del Radio Spectrum Policy Group, nato nel 2002 per volontà  della Commissione, si sono riuniti a Bruxelles per discutere delle priorità  per il 2009.


“Lo spettro radio è una risorsa di grande valore economico, sociale e culturale” in quanto è la “base per servizi importanti come la trasmissione, le comunicazioni mobili, la banda larga, la navigazione e la sicurezza pubblica”, hanno spiegato Reding e Pataki nel corso di una conferenza stampa congiunta, aggiungendo: “In particolare in questo momento di crisi finanziaria che si ripercuote sull’economia reale, un uso efficiente dello spettro radio e la massimizzazione dei suoi benefici potenziali è una responsabilità  dei politici e dei regolatori, sia a livello nazionale che a quello europeo”.


Per Reding e Pataki “lo spettro radio è una proprietà  di tutti gli Stati membri Ue” e “il coordinamento transfrontaliero renderà  più facile sfruttarne al massimo i benefici”. A questo proposito “il 2009 sarà  un anno decisivo” poiché l’Ue dovrà  affrontare la questione del dividendo digitale. Tra il 2010 e il 2012, tutti i paesi Ue dovranno infatti passare dall’analogico al digitale, con il risultato che verranno liberate enorme risorse di spettro da destinare ad altri usi. “L’Europa deve essere pronta a questo”, ha spiegato Reding, aggiungendo: “Riteniamo che per massimizzare i benefici del dividendo digitale, occorrano delle decisioni ambiziose”.


“Il dividendo digitale – hanno proseguito Reding e Pataki – potrebbe consentire all’Europa di estendere la sua leadership nei servizi di comunicazione elettronica, creando quindi crescita e posti di lavoro per tutti gli europei. Inoltre il dividendo digitale potrebbe consentire di colmare il divario digitale. Il 7% degli europei non sono ancora connessi alla banda larga”.