Editoria

20 novembre 2008 | 0:00

NUOVI MEDIA: AXMEDIS, URGENTISSIMO FARE L’ITALIA DIGITALE

NUOVI MEDIA: AXMEDIS, URGENTISSIMO FARE L’ITALIA DIGITALE


(AGI) – Firenze, 20 nov. – I programmi della maggior parte delle TV generaliste sono rivolti a un pubblico non piu’ giovane e questo allontana le nuove generazioni. Anche molte web tv rischiano di nascere morte almeno dal punto di vista del mercato della pubblicita’. Quanto alle infrastrutture stiamo rimanendo indietro. Occorrono interventi urgentissimi per fare l’Italia digitale, serve una rete telematica moderna che ridia efficienza al paese, una sfida epocale come nel dopoguerra la ricostruzione di ferrovie e autostrade, servono accordi per aiutare i produttori di contenuti nel passaggio alla gestione digitale dei diritti. Con questo appello si e’ chiusa stamani a Firenze la tre giorni del congresso europeo Axmedis, centrato sull’omonimo progetto della Commissione Europea al quale si sono coalizzati oltre 40 grandi gruppi, universita’ e imprese, con l’obiettivo di sfruttare al meglio le potenzialita’ dei nuovi media per produrre e distribuire contenuti di qualita’. Al di la’ dei problemi strettamente tecnologici, il dibattito cui hanno partecipato 300 esperti internazionali, ha preso di mira anche i problemi del sistema Italia digitale e quelli tecnologici. A cominciare dall’offerta della tv tradizionale sempre piu’ anchilosata e povera di contenuti e sempre piu’ contestata. Dei problemi della Rai e delle nuove azioni ha fatto cenno, tra gli altri, lo stesso direttore di Rai Net Giampaolo Rossi, partecipando a un workshop del network internazionale Comunicare Digitale coordinato dal presidente Andrea Michelozzi. Mentre la parlamentare Pdl Deborah Bergamini ha richiamato la politica all’urgenza di un dibattito nazionale sulla banda larga e larghissima. “Il paese perde competitivita’”, ha detto, “eppure ci sono non pochi studi a dimostrare che il Pil potrebbe crescere fino a mezzo punto all’anno se fosse legato opportunamente allo sviluppo delle reti della comunicazione digitale. Serve un piano strategico di investimento nelle infrastrutture virtuali per garantire il traffico di conoscenza, informazioni e servizi, alle imprese, ma anche alla scuola, alla sanita’, alla pubblica amministrazione”. Lo stesso presidente di Axmedis, il professor Paolo Nesi, direttore del Disit, laboratorio del Dipartimento di Sistemi e Informatica, dell’Universita’ di Firenze che ha ideato ed e’ leader del progetto, ha denunciato l’equivoco sulle web tv: “attenti a non farle nascere morte”, ha detto, “perche’ possono sopravvivere solo se si basano su un modello di business e su tecnologie in grado di realizzarli in modo efficace per arrivare a garantire autonomia”. La pubblicita’ ripaga solo i grandi numeri, e non tutti possono essere YouTube.