Editoria

21 novembre 2008 | 0:00

USA: WATERGATE; PRIMO INCONTRO BERNSTEIN-GOLA PROFONDA/ANSA

USA: WATERGATE; PRIMO INCONTRO BERNSTEIN-GOLA PROFONDA/ANSA
CERCHIO SI CHIUDE, EX VICE FBI CONOSCEVA SOLO WOODWARD
 
(di Alessandra Baldini) (ANSA) – NEW YORK, 21 NOV – Due protagonisti del caso Watergate che non si erano mai incontrati prima d’ora in extremis si sono stretti la mano: accompagnato dall’ex collega Bob Woodward, Carl Bernstein ha fatto visita a Mark Felt, l’ex funzionario dell’Fbi le cui confidenze furono al centro del celebre scoop che portò alla caduta di Richard Nixon. L’ex fumatore incallito che incontrava Bob Woodward in un garage di Washington è diventato un vecchietto di 95 anni dalla chioma candida che soffre di Alzheimer ma che nel faccia a faccia di due ore con gli autori di ‘Tutti gli Uomini del Presidente’ ha avuto “momenti di lucidita”, ha detto Bernstein. In tutti i mesi dell’inchiesta del Watergate e nei decenni successivi Bernstein non aveva mai incontrato la celebre fonte del suo socio Woodward. Bob e Carl, all’epoca esordienti cronisti, avevano cominciato a scavare in un caso apparentemente minore, un’effrazione al quartier generale del partito democratico a Washington, 36 anni fa, ma solo Woodward andava agli incontri top secret nel parcheggio sotterraneo a Arlington: domenica, con molti capelli grigi in più, entrambi i giornalisti hanno fatto visita a Gola Profonda nella sua casa di Santa Rosa, convinti che “era ora o mai più”. Nei mesi scorsi, li aveva avvertiti Joan, la figlia di Felt che si prende cura del padre, ‘Gola Profonda’ era stato più volte in punto di morte. Felt era all’epoca il numero due dell’Fbi: “Ricorda ancora due persone, l’ex boss Edgar J. Hoover, di cui era un fedelissimo, e Woodward”, ha detto Joan. “Siamo venuti a rendergli omaggio e a ringraziare”, ha spiegato Bernstein al New York Times. ‘Il cerchio si e’ chiuso”, gli ha fatto eco Woodward descrivendo la visita come “un incontro personale, non di lavoro”. L’identità  di Deep Throat è rimasta un mistero ben custodito per decenni perché Woodward si era impegnato con la fonte di non rivelarne il nome finché questi fosse rimasto in vita. Le altre due persone a conoscenza del segreto – lo stesso Bernstein e il direttore del Washington Post, Ben Bradlee – avevano a loro volta accettato di tacere. Era stato invece lo stesso Felt, nel 2005, a mettersi in piazza sulla rivista Vanity Fair. L’ex alto funzionario dell’Fbi aveva quindi scritto un libro, ‘Vita da G-Man’, basato su un diario messo insieme un quarto di secolo fa, su un manoscritto preparato negli anni Ottanta con il figlio W. Mark Felt Jr. e su interviste condotte dalla sua famiglia. La relazione tra ‘Gola Profonda’ e i due reporter del Watergate era stata nel frattempo catturata in un libro, che ha fatto vincere ai suoi autori il premio Pulitzer e in un film con lo stesso titolo in cui Robert Redford interpretava Woodward, Dustin Hodffman Bernstein e Hal Holbrooke la misteriosa Deep Throat. “Ci diede le conferme che cercavamo, una guida e direttive su dove indagare”, ha detto Woodward confermando l’importanza del ruolo di Felt nello scandalo.