Comunicazione

24 novembre 2008 | 0:00

COMPETITIVITA’:ECONOMIST,ITALIA 40MA NEL MONDO DOPO THAILANDIA

COMPETITIVITA’:ECONOMIST,ITALIA 40MA NEL MONDO DOPO THAILANDIA
 
(AGI) – Roma, 24 nov. – L’Italia e’ un Paese “sostanzialmente statico” e si posiziona al 40esimo posto nel mondo per competitivita’, dopo la Thailandia e la Lettonia. E’ questa la fotografia dello stato dell’economia italiana scattata da Business international nel rapporto ‘la competitivita’ del sistema Italia’ basato sui dati del Economist Intelligence Unit, il centro di ricerca dell’Economist che produce stime su alcuni settori dell’economia ritenuti strategici. Tali stime coprono due quadrienni: 2004-2008 e il periodo 2009-2013 che cerca di catturare invece l’aspetto previsionale. Secondo i dati del Centro di ricerca dell’Economist, che sono stati elaborati prima della crisi che sta colpendo il sistema finanziario mondiale e per tanto devono essere letti e interpretati con attenzione, l’Italia si posiziona agli ultimi posti anche in Europa occidentale: su 18 Paesi infatti il nostro resta fermo al 16esimo posto, davanti solo a Grecia e a Turchia. “L’Italia appare sostanzialmente un Paese statico – si legge nel rapporto – e, sebbene i dati dell’Economist prevedono un timido miglioramento, esso non appare sufficiente a far risalire la nostro penisola nella classifica mondiale e regionale. Forse una maggiore stabilita’ governativa e l’apertura di una nuova fase di concertazione potrebbero rivelarsi ingredienti adatti a modificare il quadro attuale e sfatare cosi’ le previsioni poco rosee per il sistema Italia”. Secondo l’Economist “le peggiori previsioni sono attese nell’ambito macro-economico e nel mercato del lavoro. Nel primo caso – sottolinea il rapporto – e’ prevista una perdita di 4 posizioni all’interno della classifica regionale e di ben 21 in quella mondiale, in seguito a un peggioramento della valutazione relativa al saldo corrente e al tasso di cambio; nel secondo caso, invece, la perdita e’ piu’ contenuta: 2 posizioni nella classifica mondiale e una sola in quella regionale”. Anche sulle infrastrutture, osserva ancora l’Economist, “pesa una previsione poco felice (perdita di una posizione a livello regionale, 27 posto confermato sempre a livello regionale) sebbene alcuni sub-indicatori (quelli legati alle telecomunicazioni e alle infrastutture portuali) registrino un incremento positivo. Qualche miglioramento e’ invece previsto nel caso delle politiche per l’impresa e la concorrenza, dove ci si aspetta un recupero di 3 posizioni nella classifica mondiale grazie anche alla spinta degli indici legati ad attivita’ normativa, controllo dello stato e protezione dell’azionariato di minoranza, una posizione guadagnata, infine, nella classifica regionale e due in quella mondiale anche per l’indice relativo alle politiche per gli investimenti esteri”.