Televisione

25 novembre 2008 | 0:00

RAI: VIGILANZA; VILLARI AVVIA I LAVORI E DETTA L’AGENDA

RAI: VIGILANZA; VILLARI AVVIA I LAVORI E DETTA L’AGENDA


UFFICIO PRESIDENZA APPROVA NORME ABRUZZO, ORA AUDIZIONE VERTICI


(ANSA) – ROMA, 25 NOV – Riccardo Villari avvia i lavori della Vigilanza, che oggi in ufficio di presidenza vara il suo primo atto formale approvando il regolamento sulla par condicio per le elezioni in Abruzzo, e detta l’agenda: in testa alle priorità , le audizioni di presidente e direttore generale Rai sui temi della crisi economico-finanziaria. Avanti speditamente, insomma, così come a passo lesto il presidente semina cronisti e cameramen all’uscita da San Macuto, diretto al Senato. Forte dell’appoggio del Pdl, che ieri ha escluso l’ipotesi di sfiduciarlo e oggi ha partecipato alla riunione a San Macuto, e della volontà  del governo di non mettere bocca nella vicenda (“é tipicamente parlamentare e la dobbiamo lasciare nell’alveo del Parlamento”, dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti), Villari in mattinata si fa vedere alla Camera, poi va in Vigilanza dove alle 14 è convocato l’ufficio di presidenza. Presenti Pdl e Lega, assente come annunciato il Pd, arriva l’Udc con il capogruppo Roberto Rao ma solo “per ribadire la richiesta di dimissioni del presidente”. Una sollecitazione alla quale Villari non risponde. Rao lascia i lavori (“Ci riuniremo come gruppo parlamentare per decidere quale iniziativa intraprendere”, spiega) e l’ufficio di presidenza approva il regolamento per l’Abruzzo. “Ci sono precedenti”, spiega Villari a chi gli contesta l’irritualità  della sede. “La prossima settimana convocheremo la commissione plenaria: ecco che si lavora”, dice poi Villari ai cronisti lasciando la Vigilanza, ribadendo la sua volontà  di “concordare un percorso. E’ mio interesse – sottolinea – che la commissione possa operare con la presenza di tutti”. In ufficio di presidenza, aggiunge, “abbiamo fatto una ricognizione degli argomenti che sono sul tappeto per smaltire gli arretrati”. La lista è piuttosto lunga: audizione del presidente Claudio Petruccioli e del dg Claudio Cappon sulle questioni legate alla crisi, e poi audizioni dei direttori di reti e testate; ripristino del question time in commissione; approvazione di un atto sul diritto di rettifica e replica; definizione delle missioni nei centri Rai di Torino, Milano e Napoli; preparazione della relazione annuale al Parlamento; invito ai gruppi a costituire al più presto la sottocommissione permanente per l’accesso. In fondo alla nota diffusa da Villari, è citata anche la questione del rinnovo del cda Rai: “L’ufficio di presidenza ha preso atto che attualmente il cda si trova in regime di ‘prorogatio’ ed è costituito da soli sei componenti (in realtà  sono sette, ndr), presentando due posti vacanti a seguito dell’elezione di Gennaro Malgieri e della scomparsa di Sandro Curzi”. Scontato, intanto, l’aggiornamento dell’assemblea dei soci Rai, al 4 dicembre. Nel Palazzo è ancora polemica. Il Pd, che boccia la “nuova rottura della prassi” da parte di Villari con l’approvazione del regolamento per l’Abruzzo, in una lettera al Corriere della Sera firmata dai capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro, Anna Finocchiaro, Marina Sereni e Luigi Zanda, chiede al Pdl “atti concreti” per permettere che la vicenda della Vigilanza arrivi “ad un esito istituzionale positivo”, permettendo “la nomina di Zavoli”. La moral suasion, insomma, non basta. Intanto Villari, che ribadisce che presenterà  ricorso contro l’esclusione dal gruppo Pd al Senato, nel pomeriggio a Palazzo Madama va a sedersi tranquillo in Aula al suo scranno, il numero 107. Avanti, ancora, con un sorriso di circostanza, incurante di un certo gelo che lo circonda.