Comunicazione

25 novembre 2008 | 0:00

Rcs/ Al via oggi a Madrid Forum Economia e Società  aperta

Rcs/ Al via oggi a Madrid Forum Economia e Società  aperta
Con Monti, Bini Smaghi e Ronchi, sul tema “uscire dalla crisi”


Madrid, 25 nov. (Apcom) – Si apre oggi a Madrid, dopo le edizioni degli anni scorsi a Milano e Parigi, il ‘Forum Internazionale Economia e Società  Aperta’, un appuntamento di riflessione economica organizzato da Rcs-Corriere della Sera e l’Università  Bocconi, a cui collaborano El Mundo, Generali, UniCredit, Eni e Telecom Italia. Il tema dell’incontro, “Uscire dalla crisi”, non potrebbe essere maggiormente d’attualità .


La due giorni madrilena sarà  inaugurata alle 18 da un dibattito all’Ambasciata d’Italia a Madrid, presieduto dall’ex commissario Ue e presidente della Bocconi Mario Monti. Parteciperanno la vicepremier spagnola Maria Teresa Fernandez de la Vega, il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi e Lorenzo Bini Smaghi del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea.


Domani il forum proseguirà  con dei ‘panel’ specializzati sull’efficienza del settore pubblico, sulle opportunità  per uscire dalla crisi dal punto di vista imprenditoriale e sull’Innovazione. Fra i partecipanti, la ministra spagnola della Scienza e Innovazione Cristina Garmendia, il presidente di Iberdrola Ignacio Sanchez Galan, il direttore di Italmobiliare Carlo Pesenti e il rettore della Bocconi Guido Tabellini.


“Nessuno può dire quanto durerà  la situazione di grave emergenza finanziaria, che già  pervade l’economia reale”, ha commentato Mario Monti, nel comunicato iniziale dell’evento, è evidente però che essa ha stimolato il processo delle decisioni nella Ue. La politica ha ripreso l’iniziativa dopo un periodo di offuscamento e, spesso, di opportunistiche prese di distanza da misure ‘europee’, ma adottate in realtà  con il consenso dei governi nazionali”. Secondo Monti, “il mercato unico si spezzerebbe, con conflitti tra gli Stati membri, se non ci fosse un arbitro che pone limiti alla possibilità  per gli Stati di farsi reciprocamente concorrenza sleale sussidiando a piacere le proprie imprese. I governi, senza regole europee sui disavanzi, troverebbero ancora più difficile resistere alle pressioni per aumentare di continuo la spesa pubblica”.