Editoria

26 novembre 2008 | 0:00

MEDIA: STUDIO; MO E NORD AFRICA, MERCATO GIOVANE E VIVACE

MEDIA: STUDIO; MO E NORD AFRICA, MERCATO GIOVANE E VIVACE


(ANSA) – MILANO, 26 NOV – Un mondo giovanissimo – in linea con l’età  media della sua popolazione, 24 anni – e in continua ascesa. Forte di buon successo della stampa quotidiana, grazie anche al suo costo contenuto, di un aumento dell’offerta televisiva e della crescita esponenziale di Internet, capace di un incremento del 2.550% negli ultimi sette anni. E’ questa la fotografia scattata sui media del Medio Oriente e del Nord Africa, da Blei Worldwide Advertising, società  del gruppo Rcs Pubblicità , concessionaria per la raccolta pubblicitaria su media esteri. Mercato sostanzialmente giovane, con uno sviluppo deciso nel secondo Millennio – proprio negli anni tra il 2000 e il 2006, i governi dell’area hanno allentato le forme di censura vigenti e incentivato l’attività  privata – l’universo dei mezzi di comunicazione mediorientali e nordafricani ha registrato, negli ultimi tempi, un’avanzata su tutta la linea. A partire dai quotidiani e dai periodici (giornali nazionali distribuiti in più nazioni; giornali internazionali stampati in punti strategici della zona, giornali localizzati all’estero che impaginano e poi trasmettono via satellite a distributori locali), per arrivare alla televisione con 370 canali satellitari distribuiti nella zona (regina indiscussa la rete del Qatar, Al Jazeerah, attorniata dall’egiziana Al Arabiya, dalla saudita Al Ekhbariya, dall’iraniana Al Alam e dalla BBC Arabic lo scorso anno) e tre aree di trasmissione, le cosiddette ‘media free zones’ di Dubai Media City, Jordan Media City e Egypt Media Free Zone. Particolarmente apprezzata, ancora, la radio, il cui mondo – composto da una miriade di radio nazionali, regionali e locali – é dominato da tre attori stranieri: BBC Arabic Service, inglese; Radio Sawa, americana; e Radio Monte Carlo, francese. In grande crescita, infine, l’uso del Web. Seppur disomogeneo, l’utilizzo di Internet nella zona ha fatto segnare un incremento medio, negli ultimi sette anni del 2550% con una penetrazione del 16,5% nella popolazione dell’area medio-orientale e nord africana esclusi Turchia e Israele. Per quanto imperioso, lo slancio della Rete vede comunque una capacità  di penetrazione pari 50% della popolazione solo in Israele e negli Emirati: percentuali distanti da quelle occidentali con un indice di penetrazione media compresa tra il 60% e il 68%. Guardando sempre al mondo di Internet, va poi considerato il filtro imposto dai poteri governativi mediorientali che, nella maggioranza dei casi, gestiscono server in condizioni di monopolio, bloccando tutto il materiale non coerente con la religione islamica, con i valori culturali politici e morali del Paese di riferimento.