Editoria

26 novembre 2008 | 0:00

EDITORIA:FILIERA CARTA,TORNINO CREDITO AGEVOLATO E D’IMPOSTA

EDITORIA:FILIERA CARTA,TORNINO CREDITO AGEVOLATO E D’IMPOSTA


(ANSA) – ROMA, 26 NOV – Riattivare il credito agevolato e il credito d’imposta per rilanciare gli investimenti produttivi nel settore della carta stampata: è la richiesta che le otto associazioni industriali che compongono la filiera di carta, editoria, stampa e trasformazione hanno indirizzato oggi a governo, commissioni parlamentari e autorità  istituzionali e amministrative. Nella lettera congiunta, le otto associazioni esprimono “gravi preoccupazioni per un’evoluzione produttiva difficile, aggravata da un quadro economico del paese che ha assunto negli ultimi mesi un’intonazione recessiva”. Secondo le valutazioni più aggiornate, infatti, “il fatturato complessivo della filiera mostrerà  a fine 2008 un calo vicino al 3% rispetto al 2007″. L’iniziativa di Acimga (produttori di macchine grafiche), Aie (editori di libri), Anes (editoria periodica specializzata), Argi (distributori di macchine, sistemi e prodotti per il settore grafico), Asgi (stampatori di giornali), Assocarta (produttori di carta), Assografici (industrie grafiche, cartotecniche e trasformatrici) e Fieg (editori di quotidiani e di periodici) fa seguito al convegno tenutosi a Roma il 9 ottobre nel corso del quale l’economista Alessandro Nova e l’industriale Giancarlo Cerutti hanno presentato i dati economico-produttivi di un settore di fondamentale importanza nel panorama industriale italiano, che rappresenta il 5% dell’occupazione complessiva e il 6.5% del saldo della bilancia commerciale italiana. Nella lettera congiunta si formulano proposte di politica industriale per sostenere i livelli produttivi delle aziende, sottolineando in particolare “l’esigenza di riattivare il credito agevolato e il credito d’imposta per rilanciare gli investimenti produttivi, soprattutto in materia di innovazione tecnologica e di efficienza energetica, strumenti essenziali per salvaguardare le attività  di impresa e i livelli occupazionali che riguardano circa 600 mila addetti”.