TLC

27 novembre 2008 | 0:00

TLC: UE,VIA LIBERA MINISTRI A RIFORMA E A TAGLIO TARIFFE SMS

TLC: UE,VIA LIBERA MINISTRI A RIFORMA E A TAGLIO TARIFFE SMS
 
(ANSA) – BRUXELLES, 27 NOV – Via libera dei ministri Ue per le Tlc alla riforma del settore e al nuovo regolamento che taglia le tariffe per gli sms inviati e ricevuti da un Paese all’altro dell’Ue, fissando un tetto massimo di 11 centesimi di euro (Iva esclusa) a partire dal primo luglio 2009. Non passa però la proposta della Commissione di istituire un’Autorità  Ue garante delle tlc: al suo posto vi sarà  un gruppo consultivo, privato e non comunitario. Soddisfatto il commissario europeo alle Tlc, la lussemburghese Viviane Reding, che ha accolto con favore la decisione dei 27 di mettere un tetto alle tariffe per gli sms, gli mms e porre un freno alle fatture esorbitanti per scaricare dati con telefonini e pc portatili. Grazie al nuovo regolamento, gli utenti all’estero dovranno ricevere un messaggio automatico con le tariffe di trasmissione dati in roaming del Paese in cui si trovano. Dall’estate 2010, inoltre, dovrà  essere specificato in anticipo l’importo massimo del costo della trasmissione dati effettuata in roaming. Fissato poi un “limite di salvaguardia” delle tariffe all’ingrosso a un euro per megabyte. Il commissario Reding ha però espresso qualche perplessità  per la scelta fatta dai ministri di affidare ad un organismo privato, e non ad una vera e propria Authority Ue, la supervisione del mercato delle tlc. Un organismo che ricoprirà  un ruolo puramente consultivo e di coordinamento tra i vari regolatori nazionali. Nel testo approvato dai ministri è rimasta invece sostanzialmente invariata la parte che prevede il ricorso alla separazione funzionale delle reti telecom. Le autorità  nazionali potranno quindi imporre lo scorporo delle reti, ma prima di procedere alla separazione – per garantire ai concorrenti degli ex monopolisti un’accesso più trasparente al cosiddetto ultimo miglio – dovranno dimostrare: che tutti gli altri rimedi esistenti e previsti dalla normativa abbiano fallito; che nello Stato membro in questione lo sviluppo della concorrenza tra le infrastrutture sia “molto improbabile”; che “la separazione non minaccerà  gli incentivi dell’operatore incumbent ad investire nello sviluppo della propria rete”. “Su questo fronte in Italia siamo già  abbastanza avanti – ha detto il sottosegretario alle Tlc, Paolo Romani – ricordando come il confronto tra Agcom e Telecom Italia sia già  ad uno stadio avanzato e confermando come “prima di Natale si dovrebbe arrivare alla definizione dell’open acces”.