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27 novembre 2008 | 0:00

TELECOM: ATTESO PIANO, MERCOLEDI’ PRESENTAZIONE A CITY

TELECOM: ATTESO PIANO, MERCOLEDI’ PRESENTAZIONE A CITY
 
(ANSA) – MILANO, 27 NOV – Conto alla rovescia per il nuovo piano industriale di Telecom. Martedì prossimo è convocato il consiglio di amministrazione che ha all’ordine del giorno l’approvazione del piano e il giorno dopo, a Londra, l’amministratore delegato Franco Bernabé lo presenterà  agli analisti. In Borsa il titolo ha i fari puntati. Accelera sul finale di seduta, poi fa un tuffo in terreno negativo per chiudere infine in rialzo dell’1,70% a 1,07 euro. Ai piccoli azionisti non basta aver riconquistato la soglia di 1 euro e che le linee guida per il prossimo triennio abbiano come obiettivo primario quello di riportare il titolo Telecom sopra 2,15 euro, il valore che aveva a dicembre 2007 quando si insediarono il presidente Gabriele Galateri di Genola e l’ad Bernabé, anche attraverso operazioni straordinarie. Il piano non dovrebbe contenerne ma, secondo indiscrezioni di stampa il tema della valorizzazione di alcuni asset importanti, rete fissa e Tim Brasil, sarebbe stato sottoposto al comitato esecutivo di lunedì scorso. Sulla Rete l’Agcom ha dato tempo fino all’8 dicembre per rispondere alle osservazioni ed il presidente Corrado Calabrò si aspetta che il nuovo assetto sia operativo “entro i primi mesi del 2009″. I piccoli azionisti tornano a chiedere una separazione societaria della Rete e vorrebbero che già  questo piano la prevedesse. Senza operazioni straordinarie serve un programma di “tagli, lacrime e sangue – prevede pessimisticamente Asati – per raggiungere a fine piano un aumento dei ricavi oltre il 5%, dell’Ebitda e Ebit a due cifre, ma ciò non sarebbe sufficiente, rispetto ai valori attuali di capitalizzazione di circa 17 miliardi e del debito di circa 35,5 miliardi di di euro, a far risalire il titolo sopra ai 2,15 euro. Per arrivare a questo obbiettivo minimo e a una riduzione del debito di circa il 40% rispetto al valore attuale – scrive Asati in una lettera al cda – occorre ricorrere necessariamente ad operazioni straordinarie quali la separazione societaria della Rete”. Tim Brasil invece “non si tocca” ripetono i piccoli azionisti. Lo sviluppo dell’azienda, scrive Asati ai consiglieri di Telecom, “deve comprendere la realizzazione della nuova rete in fibra ottica, lo sviluppo dei nuovi servizi Ict, Iptv evoluta, il rafforzamento dell’estero senza nessuna cessione” e “tantomeno il Brasile” sottolinea Asati dopo i rumors circolati nei giorni scorsi. Proprio il tema delle strategie in America Latina, secondo indiscrezioni di stampa, potrebbe tornare sul tavolo dei consiglieri Telecom martedì.