Editoria

27 novembre 2008 | 0:00

GIORNALISTI: 200 DI REPUBBLICA A FNSI, NON TOCCARE GLI SCATTI

GIORNALISTI: 200 DI REPUBBLICA A FNSI, NON TOCCARE GLI SCATTI


(AGI) – Roma, 27 nov. – “Le attuali garanzie contrattuali non vengano incrinate”. E’ quanto chiedono oltre duecento giornalisti del quotidiano ‘la Repubblica’ nella lettera inviata al Cdr della testata e che ha per destinatario finale la Fnsi, ovvero la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro. “Ci avviciniamo a 1.400 (millequattrocento) giorni senza contratto di lavoro – scrivono gli oltre 200 giornalisti -. A Paolo Serventi Longhi e’ subentrato Franco Siddi che, appena eletto un anno fa, aveva mostrato ottimismo nella ripresa e nella chiusura tempestiva della trattativa con l’editore”. I firmatari della lettera sottolineano quindi che “si fanno ad esempio sempre piu’ insistenti le voci che accreditano il taglio degli scatti di anzianita’, andando a cancellare o comunque a stravolgere l’unica voce certa che garantisce l’automatismo salariale che incide sulla busta paga a fronte di un aumento costante dei carichi di lavoro. E che dunque tutela l’indipendenza dei giornalisti dalle cordate tanto diffuse nei luoghi di lavoro”. Nella lettera al Cdr si aggiunge che “allarmanti sono anche le ipotesi su un ricorso non ben governato alla multimedialita’, su una flessibilita’ senza regole, sui cosiddetti ‘service’ interni che potrebbero portare ad appaltare interi pezzi dell’informazione a strutture estranee ai giornali”. Tutti questi sono “elementi che richiamano la nostra attenzione e ci preoccupano profondamente. E’ il momento di farci sentire e di ritrovare l’orgoglio della categoria per dire in modo compatto un no fermo e forte a simili sciagurate ipotesi. Invitiamo il Cdr di Repubblica a battere un colpo per far sapere alla Fnsi che questa redazione vuole si’ nuove regole per adeguarsi al nuovo che avanza, ma che intende anche difendere le garanzie acquisite dai lavoratori con l’attuale contratto di lavoro e che non accettera’ accordi al ribasso che dovessero ledere i diritti acquisiti”.