TLC

30 novembre 2008 | 0:00

TELECOM: MARTEDI’ NUOVO PIANO,ATTESE SU SCELTE PER RETE

TELECOM: MARTEDI’ NUOVO PIANO,ATTESE SU SCELTE PER RETE


MERCOLEDI’ A LONDRA INCONTRO CON LA CITY


(ANSA) – ROMA, 30 NOV – Settimana calda per Telecom Italia: martedì prossimo è 
previsto l’aggiornamento del piano industriale, poi l’ad Franco Bernabé e il 
direttore finanziario Marco Patuano voleranno a Londra per incontrare mercoledì la comunità  finanziaria. Nel frattempo il mercato continua a speculare 
sull’ipotesi dell’arrivo di un nuovo socio e sulla possibilità  di un taglio ai 
dividendi, nonché sulla creazione di una società  ad hoc per la Rete, ma per ora
restano congetture e il piano dovrebbe restare focalizzato sulla riduzione dei 
costi senza fuochi d’artificio. Nel prossimo triennio dovrebbe proseguire la 
valorizzazione degli asset ‘no core’ già  iniziata quest’anno con la cessione di
Alice France. Le piccole partecipazioni che potrebbero essere messe in vendita 
sono tante, e tra le oltre 150 imprese partecipate c’é chi cita Telecom Italia 
Sparkle e Etecsa a Cuba. Inoltre è ancora aperta la partita tra Entel e il 
governo boliviano che intende nazionalizzarla, mentre in Argentina, dopo 
l’esercizio dell’opzione call per salire al 100% del controllo, potrebbe 
arrivare un nuovo socio locale a sostituire la famiglia Werthein. Solo Tim 
Brasil non si tocca e, su richiesta dell’Autorità  di vigilanza brasiliana, è la
stessa Tim Participacoes a smentire le voci di una cessione. Le attese sono 
però rivolte in modo particolare a conoscere il destino della rete, per la 
quale non è prevista nessuna scissione e per il momento nessuna newco, che 
diventi veicolo per l’investimento di fondi o investitori istituzionali. Il 
percorso che Telecom sta seguendo è quello dell’Open Access. Il dialogo con 
l’Authority si sta avviando a conclusione: entro dieci giorni Telecom deve 
rispondere alle richieste di integrazione fatte da Agcom agli impegni sulla 
Rete, l’Authority l’11 dicembre prenderà  la decisione finale e la struttura per
gestire la rete dovrebbe vedere la luce nei primi mesi del 2009. L’Autorità  
chiede che la struttura nascente abbia un organo di vigilanza (formato da tre 
componenti nominati dalla stessa Agcom e due dal gruppo telefonico) supportato da una struttura e da uno staff adeguato, e che vengano anticipate le linee guida del regolamento di funzionamento. Inoltre l’Autorità  prevede la 
formazione di un organo per la soluzione delle controversie tra Telecom e 
operatori (Ota) e di un comitato Next Generation Network, presieduto 
dall’Autorità  e composto da operatori e Telecom con le linee guida per la 
migrazione degli operatori alla Ngn. Quanto alla stessa rete di nuova 
generazione, Open Access dovrà  formulare un’offerta per l’accesso alle 
infrastrutture passive, cavi e canaline e, laddove impossibile, offrire 
un’alternativa fattibile. Inoltre Telecom dovrà  includere nel perimetro degli 
impegni tutti i prodotti all’ingrosso dell’accesso su rete Ngn laddove essa 
sarà  dichiarata titolare di significativo potere di mercato. Sulle garanzie 
della separazione, Telecom Italia non potrà  modificare Open Access in modo 
rilevante senza preventiva approvazione dell’Autorità  e dovrà  produrre una 
contabilità  separata.