Televisione

30 novembre 2008 | 0:00

CRISI:PREMIER DIFENDE TASSA-SKY MA MAGGIORANZA RIFLETTE

CRISI:PREMIER DIFENDE TASSA-SKY MA MAGGIORANZA RIFLETTE
 
BERLUSCONI,PENALIZZA ANCHE MEDIASET;PD-IDV,E’CONFLITTO INTERESSE


(ANSA) – ROMA, 30 NOV – Il premier Silvio Berlusconi difende la norma che alza 
l’Iva dal 10 al 20% per le pay tv inserita nel pacchetto ‘anti-crisi’, la 
cosiddetta ‘tassa Sky’. Ma le polemiche suscitate dall’intervento sulla tv 
satellitare e la reazione del gruppo di Rupert Murdoch innescano, comunque, una 
riflessione sulla misura nella maggioranza. Tanto che da più parti nel 
centrodestra vengono ipotizzate limature o modifiche in sede di dibattito 
parlamentare che, secondo quello che è al momento l’orientamento del governo, 
dovrebbe partire a Palazzo Madama. D’altra parte il ‘caso-Sky’ rappresenta 
anche un macigno sulla strada, piuttosto stretta, del dialogo auspicato dal 
Cavaliere. Tutta l’opposizione si scaglia contro la norma considerata dal 
centrosinistra frutto del conflitto di interessi del premier e penalizzante per 
milioni di famiglie con l’Italia dei Valori che la bolla come “scandalosa” e da 
“Repubblica delle banane”. Nulla di tutto ciò per il presidente del Consiglio 
che, in collegamento telefonico all’assemblea della Dc, per le Autonomie di 
Gianfranco Rotondi difende il testo. “E’ stata penalizzata anche Mediaset - 
dice – che sta facendo partire una tv a pagamento. Questo significa che la 
sinistra si è inventata ancora una volta il conflitto di interessi”. In ogni 
caso dalla maggioranza si fa sapere che sulla questione verranno fatte 
verifiche tecniche. E, anche se, come spiega il sottosegretario allo Sviluppo 
Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani “al momento la decisione politica è questa”, c’é chi non esclude la possibilità  che in Parlamento si 
intervenga con emendamenti. Sulla norma su Sky “deciderà  il Parlamento”, dice 
il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Valuteremo nel merito la questione 
- sottolinea anche il presidente dei senatori Maurizio Gasparri – e se si 
trovano soluzioni sul campo c’é la massima disponibilità , vedremo”. Gasparri 
sottolinea comunque che “l’importante è che non ci sia la volontà  di colpire un 
gruppo importante”. Si spinge ancora più in là  il vice presidente dei deputati 
del Pdl Italo Bocchino che sottolinea la necessità  di “approfondire questa 
norma, serenamente in Parlamento e, se necessario, modificarla lasciando le 
cose come state fino a oggi”. Il governo mantiene l’obiettivo di approvare il 
testo, almeno in un ramo del Parlamento, entro Natale, ma, se ci fossero 
modifiche e, dato che c’é tempo fino al 29 gennaio, il primo ok potrebbe 
slittare alla prima settimana dopo il rientro dalle ferie. Un tempo più ampio 
che potrebbe favorire un dialogo che, anche a seguito delle polemiche sulle tv 
satellitari, è sembrato allontanarsi. “Nonostante le dichiarazioni odierne - 
sottolinea il parlamentare dell’Udc Roberto Rao – siamo sicuri che il dialogo 
chiesto da Berlusconi non verrà  meno e uno degli effetti sarà  quello di far 
tornare le pay-tv alla normativa precedente”. Certo è che Pd e Idv vanno 
all’attacco contro quello che giudicano un ennesimo ‘blitz’ figlio del 
conflitto di interessi. L’ex presidente dei Ds, Massimo D’Alema, parla di una 
“anomalia” che “non è normale in un Paese democratico”. Mentre Antonio Di 
Pietro parla di una iniziativa “scandalosa” da “Repubblica delle banane”. E’ 
una “sinistra-champagne” che “pensa più alle parabole che ai poveri”, è la 
replica del centrodestra alle accuse contro il premier.