Televisione – Sky Italia. Vieni, James, amala come io l’ho amata

Da ‘Prima comunicazione’, numero 386, Luglio-Agosto 2008


Ricambiata, con gli interessi, dagli italiani. Una storia davvero particolare, che in sequenza ha demolito una serie di luoghi comuni. Il primo dei quali recitava che il tycoon australiano fosse sbarcato nel Belpaese per fare un piacere al suo vecchio amico Silvio Berlusconi. Ovvero che Murdoch si fosse preso sulle spalle il fardello delle due fallimentari esperienze satellitari italiane – Telepiù e Stream – per evitare che altri, più sgraditi, concorrenti di Berlusconi entrassero nella partita televisiva italiana. Insomma, un Murdoch soccorrevole per le necessità  del Cavaliere che in cambio avrebbe ricambiato l’amico rinunciando a cavalcare il new business delle nuove piattaforme televisive (Ip television, tv on demand) e soprattutto a giocare come un player europeo, tornando a fare shopping di reti e canali e alleanze a tutto campo. Come sia andata si sa. Mediaset considera Sky il suo più temibile avversario. L’irruzione di Sky nel mercato dei diritti calcistici ha sconvolto completamente la scena dello sport in tivù in Italia, mettendo nell’angolo Rai e Mediaset e togliendo ai due campioni della tivù generalista il calcio come ‘driver’ delle grandi audience. Il pubblico ha dato ragione al magnate australiano, sottoscrivendo quattro milioni e mezzo di abbonamenti (dati del marzo 2008) e qualche ragione cominciano a riconoscerla anche gli inserzionisti, che nel 2007 hanno comprato spazi sui canali di Sky per 215 milioni di euro, poco meno del 10% di un fatturato Italia che l’anno scorso ha sfiorato i 2,4 miliardi di euro. Murdoch ha dunque buonissimi, e solidi, motivi per considerare l’Italia come terra amica e generosa e non fa nulla per occultare i propri piani di espansione. Anzi, la prossima stagione si annuncia come quella del consolidamento definitivo e della proiezione dell’Italia come principale piattaforma operativa e headquarter del gruppo News Corp in Europa, al netto della Gran Bretagna.
Le novità  riguardano il top management, la logistica, la politica commerciale e, infine, l’offerta editoriale di Sky Italia. Il riassetto organizzativo prende le mosse dalla nomina, lo scorso Natale, di James Murdoch a chairman e amministratore delegato di News Corp Europe&Asia. L’arrivo sulla tolda di comando del figlio di Rupert ha portato con sé la promozione degli ‘italiani’, evidentemente considerati dal fondatore come la migliore garanzia di tenuta e sviluppo sul mercato europeo. E così Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia fin dalle origini, è stato nominato ceo di tutte le attività  televisive di News Corp in Europa, mentre Mark Williams, numero due di Mockridge e responsabile delle ‘operations’ di Sky Italia, è stato promosso al rango di chief financial officer Europe&Asia. Per le sue attività  internazionali Mockridge farà  base a Milano, nella nuova sede di Santa Giulia, elevando di fatto la sede italiana di Sky a headquarter internazionale del gruppo.

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