Comunicazione e pubblicità  – Marketing turistico. Josep Ejarque spiega come si dovrebbe fare

Da ‘Prima comunicazione’, numero 386, Luglio-Agosto 2008


“Gli italiani sono un popolo a cui piace farsi del male da solo. Perché la nostra situazione di partenza è uguale a quella dei nostri concorrenti, la Spagna, la Grecia, l’Inghilterra. Ma a noi manca il coordinamento. E invece ne avremmo bisogno, dovremmo accettare l’idea che il marchio Italia è una priorità  e che la competizione internazionale tra città , regioni e località  turistiche è sbagliata”.
A dirlo è Josep Ejarque, spagnolo (ma sta chiedendo la cittadinanza italiana), uno dei più noti ‘detination manager’ europei, dal 2006 direttore generale dell’Agenzia di promozione turistica del Friuli Venezia Giulia dopo essere stato in posizioni chiave per la promozione del turismo catalano, della Galizia e di Torino.
“Se ci chiediamo cos’è il turismo”, dice Ejarque, “la risposta è che non è altro che un sogno. Il turista compra la vacanza che farà  fra un mese, la compra sulla fiducia, appunto su un sogno. La peggior cosa che potremmo fare è rovinare un sogno. Un bel problema anche di comunicazione, perché nel turismo non vendiamo certezze, ma un’idea”.
“Associare il proprio brand al nome Italia è un plus, un vantaggio competitivo, e questo vale tanto più quanto il cliente è lontano”, dice Ejarque, favorevole alla linea emersa alla conferenza nazionale del turismo di Riva del Garda degli scorsi 20 e 21 giugno, nel corso della quale il sottosegretario al turismo Michela Brambilla ha raggiunto un sostanziale accordo con le Regioni sulla promozione del marchio Italia.

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