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17 dicembre 2008 | 0:00

Internet e tlc – Buongiorno. Leader nel digital mobile entertainment

Da ‘Prima comunicazione’, numero 382, Marzo 2008


Al Mobile World Congress di Barcellona, la vetrina internazionale delle telecomunicazioni che si è svolta a metà  febbraio, su una cosa erano tutti d’accordo: il futuro della telefonia mobile è legato a doppio filo a Internet. Nel giro di pochi anni il web è destinato a spostarsi dal computer ai telefonini e ancora di più su apparecchi multifunzione chiamati mid, mobile Internet device. Apparecchietti leggeri, con un display abbastanza grande da rendere accettabile la lettura e la visione televisiva, con cui è possibile fare un po’ di tutto: telefonare, navigare, chattare, tenersi in contatto, ascoltare musica, consultare mappe e via dicendo.


“La chiave del successo dell’industria della telefonia mobile è nello sviluppo dei servizi Internet per cellulari. E gli operatori di telefonia mobile non possono permettersi che altre società  avanzino sviluppando contenuti, servizi e altre funzionalità  dedicate alla Rete”, ha dichiarato a Barcellona il numero uno del gruppo Vodafone, Arun Sarin, lasciando intendere che il nuovo campo di battaglia del business globale della telefonia mobile si sta spostando sul fronte dei contenuti e dell’entertainment digitale. Un comparto dove dal 1999 opera Buongiorno, un gruppo italiano dall’imprinting emiliano (nasce a Parma da dove viene gran parte del board) che oggi è presente in 53 Paesi attraverso partnership con un centinaio di operatori di telecomunicazioni, dando lavoro a un migliaio di persone. Nel digital entertainment, cioè nella produzione e distribuzione di contenuti per telefonia mobile e per Internet in mobilità  (come musica, giochi, video, sfondi, suonerie, chat, votazioni e quiz) Buongiorno è leader mondiale. Una posizione guadagnata l’anno scorso grazie all’acquisizione del competitor iTouch. Ne è nata una company che prevede di chiudere il 2008 con un fatturato di 350 milioni di euro e un margine operativo lordo tra i 41 e i 45 milioni di euro. “Siamo i primi al mondo in un mercato che ha un giro d’affari destinato a superare i 50 miliardi di dollari entro il 2010, veicolato da 840 milioni di persone che utilizzeranno il cellulare come media player, per parlare, vedere, ascoltare, giocare e fare un po’ di tutto”, dice l’amministratore delegato Andrea Casalini.