Scelte del mese

17 dicembre 2008 | 0:00

Servizio di copertina – La casa del ‘Grande fratello’

Da ‘Prima comunicazione’, numero 380, Gennaio 2008


Nella prima intervista dopo l’acquisto di Endemol da parte di un consorzio di cui Mediaset ha il 33%, Marco Bassetti, chief operating officer di Endemol Group, spiega  i progetti di sviluppo globale della ‘fabbrica della creatività ’ che ha inventato il ‘Grande Fratello’ e parla del difficile rapporto con la Rai.
“Con Mediaset abbiamo un rapporto da azionista a manager nella corporate e da fornitore a cliente sul mercato. In Italia è scoppiato il finimondo perché, essendo la Rai un nostro grosso cliente, si è pensato che Mediaset attraverso Endemol possa influenzare l’offerta della Rai. Una polemica che ci ha creato non poco danno ma che non ha senso ed è strumentale ad altri fini”, dice Marco Bassetti.
“Avendo disponibilità  importanti di investimento, Mediaset cerca di sviluppare quei business come i contenuti che sono limitrofi alla televisione. Endemol è una finestra importante per capire come vanno le cose in giro, ha un network di manager molto capaci, ha contenuti in tutto il mondo, alla lunga porterà  dei benefici a un broadcaster che ha l’ambizione di allargare il suo perimetro geografico”, spiega Bassetti.
“A livello globale, stiamo mettendo a punto un piano strategico di qui ai prossimi cinque anni”, anticipa il ceo di Endemol Group. “Puntiamo a entrare nei mercati in cui ancora non operiamo e cogliere nuove opportunità  in quelli in cui siamo già  leader. Tra i mercati in cui siamo già  radicati investiremo sicuramente in America e in Inghilterra dove c’è una forte accelerazione del digitale e di Internet. Riteniamo che ci siano forti potenzialità  di sviluppo in India, America Latina e Russia che nel 2011 arriverà  a spendere 4 miliardi al pari quindi dei grandi Paesi europei. Ci svilupperemo nel digitale: puntiamo a consolidarci nel digitale terrestre e satellitare e nella cable tv che fanno parte del nostro core business di produttori di contenuti televisivi, ma la sfida è di affermarci sulle nuove piattaforme telefoniche e on line. Vogliamo anche allargarci ai generi che non presidiamo o presidiamo pochissimo, come la fiction”.