Quotidiani – Messaggero. Scavare, raccontare, denunciare

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 372, Aprile 2007, di ‘Prima Comunicazione’


La nuova linea lanciata dal direttore Napoletano – le inchieste che durano anche 15/20 puntate – richiama consenso e attenzione da parte del pubblico del ‘Messaggero’. Radicale riorganizzazione in redazione
Piccola rivoluzione copernicana al Messaggero sotto la direzione dello spezzino Roberto Napoletano che a un anno dal suo insediamento (è stato nominato direttore il 1° febbraio 2006) ha deciso di modificare sostanzialmente la struttura di un quotidiano che, pressoché unico nel panorama della stampa italiana, continua a segnare una crescita consistente del proprio lettorato.
A subire una notevole modificazione è la squadra dell’ufficio dei redattori capo centrali (“più veloce e più ordinato”, dice il direttore) adesso guidata da Alessandro Di Lellis e articolata in due turni: uno di giorno e uno di notte. A sostenere Di Lellis ci sono Angela Padrone, vice caporedattore con le funzioni del turno di giorno, e Raffaele Allegro, anch’egli vice caporedattore ma con la responsabilità  della notte (suo vice: Massimo Pedretti). Lucia Pozzi – anche lei parte dell’ufficio centrale – ha le mansioni di coordinamento degli inserti speciali e come assistente al direttore svolge funzioni di coordinamento sul borderò dei collaboratori, la pianificazione del lavoro redazionale, il parco-editorialisti (che va da Paolo Savona a Franco Reviglio, da Dacia Maraini a Giovanni Sabbatucci), i rapporti con l’esterno e i convegni.

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