Scelte del mese

17 dicembre 2008 | 0:00

Televisione – Mediaset. Nel digitale ci crede

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 365, Setttembre 2006, di ‘Prima


“Mediaset ha investito nel digitale 1,6 miliardi di euro tra frequenze e diritti” (in gran parte ceduti a terzi), ha orgogliosamente sottolineato il presidente Fedele Confalonieri al convegno della Dgtvi di Napoli (Telecom ha investito 250 milioni e meno di 200 milioni la Rai). Cifre importanti da cui si capisce come mai il gruppo spinga per arrivare più in fretta possibile al nuovo sistema televisivo e perché il rinvio dello switch-off (dal 2006 al 2012) deciso dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, abbia seminato il panico a Mediaset dove temevano il disimpegno del governo. Gentiloni invece ha riaperto i giochi con il progetto ‘Italia digitale’ e a Mediaset commentano moderatamente soddisfatti: “Il ministro si è reso conto che il digitale non è una fantasia italiana, ma è una realtà  europea in forte espansione”, dice Federico Di Chio, il responsabile del digitale terrestre del Biscione. “Ne prendiamo atto, ma divergiamo sui tempi: ci sono tutte le condizioni per una transizione più rapida. Il ministro tende a ritardare il processo di passaggio al digitale perché è interessato a regolamentare l’assetto dell’analogico. Ma che senso ha intervenire su un mercato che verrà  spento tra qualche anno?”.
Per Mediaset il digitale terrestre non è solo una opportunità  per il futuro, perché metterà  le tivù generaliste nella condizione di competere con armi più forti con le nuove piattaforme (Iptv, tivù telefonino, pay, eccetera) che si stanno imponendo, ma è anche un’arma difensiva contro la pay tivù di Sky.