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17 dicembre 2008 | 0:00

Televisione – Backstage. Apt, un presidente di gran nome

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 365, Setttembre 2006, di ‘Prima’


Si racconta che a Capalbio quest’estate tutti davano Chicco Testa alla presidenza dell’Apt. Non era una boutade. L’attuale presidente della Sta è al momento il candidato più accreditato per subentrare a Claudio Cappon, che ha lasciato l’associazione dei produttori per diventare direttore generale della Rai.
Visti i buoni risultati della pur breve presidenza Cappon, molti produttori dell’Apt pensano di puntare su un manager di nome e di forti relazioni. “Se vogliamo portare avanti le nostre vertenze legislative dobbiamo trovare un nome di prestigio spendibile con la politica”, dice un produttore. E a vedere i personaggi interpellati i produttori puntano proprio in alto. Dopo aver sentito Franco Bernabè, ex amministratore delegato di Telecom Italia e dell’Eni, oggi presidente e azionista di maggioranza di Fb Group e vice presidente di Rothschild Europe, indisponibile per mancanza di tempo, è stato fatto il nome di Chicco Testa, ex presidente dell’Enel, presidente della Sta (Agenzia per la mobilità  del Comune di Roma) e di Metropolitane di Roma, socio di Fb Group e membro del Cda di Rothschild, ex parlamentare dei Ds e amico di Walter Veltroni, di Massimo D’Alema e di Francesco Rutelli, politici che oggi contano.
I giochi però non sono chiusi perché da una parte non tutti dentro l’Apt sono d’accordo sulla scelta del presidente illustre (alcuni produttori preferirebbero un legale come Enrico Fabrizi, avvocato che ha portato avanti con grinta tutte le contestazioni dell’Apt all’Agcom e all’Antitrust) e perché sta prendendo quota anche una nuova candidatura: quella di Fabiano Fabiani, grande manager delle Partecipazioni statali di area di centrosinistra tornato recentemente nelle cronache perché candidato alla presidenza delle Ferrovie.
All’interno dell’Apt si sta cercando di trovare un accordo condiviso per evitare il gioco dei veti incrociati. Tra l’altro non è ancora del tutto tramontata l’ipotesi di una candidatura di Stefano Rolando, esperto di comunicazione pubblica, professore alla Iulm ed ex direttore del Dipartimento editoria.