Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

LEGGE EDITORIA – DDL N. 4163 – Presentata nel luglio del 2003, esaminata dalla commissione Cultura di Montecitorio a partire dal 30 settembre del 2004, la proposta di legge del governo seguita per competenza dal sottosegretario all’Editoria Paolo Bonaiuti (Forza Italia) non è riuscita nemmeno a superare il voto della stessa commissione prima della fine della legislatura. Il ddl si proponeva di completare la riforma dell’editoria approvata nella precedente legislatura dal centrosinistra, delineando una nuova disciplina per la responsabilità  dei siti editoriali su Internet; introducendo la liberalizzazione della vendita dei prodotti editoriali al di fuori delle edicole; dettando nuove disposizioni in materia di proprietà  delle imprese editrici e di pubblicità  obbligatoria degli enti pubblici. Nulla di tutto ciò è stato fatto; mentre è stato approvato con un apposito provvedimento il capitolo che proponeva il superamento del regime transitorio delle tariffe agevolate, e sono entrate nell’ultima Finanziaria tutte le correzioni riguardanti la legge 62 del 2001 in materia di sovvenzioni alle cooperative giornalistiche.


RIFORMA DEL REATO DI DIFFAMAZIONE – DDL N. 3176 E DDL N. 59 – Anche questa legislatura, come la precedente, si è conclusa senza aver condotto in porto una riforma fortemente reclamata dalla generalità  della stampa. Nel nostro ordinamento rimane dunque la pena del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, e nessun limite è imposto alla richiesta del risarcimento del danno morale: il disegno di legge approvato dalla Camera non ha infatti mai affrontato il voto della competente commissione del Senato, che ne aveva criticato l’impianto proponendosi di modificarlo. Il lavoro non si è concluso a causa della diversità  di opinioni tra il presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, Antonino Caruso (An), e il suo omologo alla Camera, Gaetano Pecorella (Forza Italia): una singolar tenzone venuta alla luce sulla scia del caso Feltri – condannato a metà  febbraio a 18 mesi di carcere per diffamazione del senatore Ds Chiaromonte – e consumata a colpi di dichiarazioni sui media. Al Senato non era piaciuta quella che Caruso ha definito la ‘finta depenalizzazione’ approvata dalla Camera.


LEGGE QUADRO SULLO SPETTACOLO DAL VIVO – ATTO CAMERA 587-A – Mai una normativa ha avuto un iter così lungo e articolato senza arrivare alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Presentata nel giugno del 2001, ha impegnato la commissione Cultura della Camera, presieduta da Ferdinando Adornato (Forza Italia), fino all’autunno del 2005 quando è approdata alla discussione dell’aula di Montecitorio dove però non è mai stata messa ai voti.

DISCIPLINA DELL’ATTIVITà€ DI INTERMEDIAZIONE SULLA PUBBLICITà€ – PDL N. 3055 – Presentato dal deputato della Margherita Renzo Lusetti nel luglio del 2002 e integrato da una proposta di Alessio Butti di An, il pdl ambiva a “disciplinare un settore caratterizzato da una situazione di particolare confusione” come quello della pubblicità . Dopo le audizioni effettuate nel giugno del 2003 dalla commissione Attività  produttive di Montecitorio di tutti i soggetti coinvolti – dall’Autorità  antitrust all’Unione nazionale imprese di comunicazione, dalla Federazione concessionarie di pubblicità  all’Associazione aziende pubblicitarie italiane – il provvedimento non è mai giunto al voto, forse anche per l’opposizione della lobby dei centri media.

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