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17 dicembre 2008 | 0:00

Televisione – Digitale terrestre. Battaglia in Sardegna

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 356, Novembre 2005, di  ’Prima Comunicazione’


A metà  aprile, al termine della prima Conferenza nazionale (presente l’allora ministro Gasparri), aveva dato un’adesione convinta al progetto. Anzi, era stato proprio lui a tracciare le linee guida del protocollo d’intesa, firmato insieme alla Valle d’Aosta, che dava il via libera alla sperimentazione. Ora, a distanza di sei mesi, Renato Soru se non pentito è quantomeno molto deluso di quello che riteneva fosse un progetto strategico non solo per la Sardegna. Così il digitale terrestre si sta trasformando nell’ennesima occasione perduta per l’Italia. E se le associazioni dei consumatori, con in testa l’Adiconsum, hanno chiesto l’abrogazione del protocollo d’intesa sulla sperimentazione nelle due regioni pilota, Sardegna e Valle d’Aosta, e il rinvio dello switch-off (previsto per il 31 gennaio 2006), nonché il blocco della corsa all’acquisto di decoder tecnologicamente superati, è sul fronte politico che si è acceso l’ennesimo scontro tra centrosinistra e Cdl. Con un’interrogazione al ministro delle Comunicazioni Landolfi, il senatore della Margherita Luigi Zanda (e altri esponenti dell’Unione) ha parlato di palese violazione della  legge sul conflitto di interessi, visto che l’azienda che produce i decoder è controllata da Paolo Berlusconi e il contributo per l’acquisto dell’apparato arriva dal governo di Silvio Berlusconi. ”Effetto non trascurabile di questa benedetta transizione al digitale terrestre è stato quello di aumentare il patrimonio della società  Solari.com controllata, attraverso la finanziaria Pbf srl, dal signor Paolo Berlusconi”, hanno rilevato gli esponenti dell’opposizione, ricevendo poi una breve ma secca smentita, indiretta, dal Giornale. ‘Le bufale digitali di Repubblica’, questo il titolo di un commento in cui si è contestato l’editoriale con cui Giovanni Valentini aveva riferito del tema risollevato dai parlamentari. “È il caso di segnalare al collega di Repubblica e anche ai parlamentari dell’Unione”, spiegava la nota, “che l’editore del Giornale è azionista di una società  che fattura 220 milioni di euro e commercializza vari prodotti elettronici, televisori, elettrodomestici, ecc e perfino – udite, udite – decoder per il digitale terrestre. Di suddetti apparecchi, nel 2005, la Solari.com ne ha venduti 68mila, fatturando circa 6 milioni di euro, ossia meno del 3% del suo fatturato, ma soprattutto meno del 2% del totale dei decoder venduti in Italia”. Una replica che non ha certo fatto cambiare idea a Soru, che il 7 novembre, in un’intervista di Turani pubblicata su Affari e Finanza, parla apertamente di ”occasione buttata via”.