Radio – Radio Rai. Per fortuna che c’è Fiorello

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 356, Novembre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’


Radio Rai studia le mosse per impedire il saccheggio del suo bacino di ascoltatori da parte dei grandi gruppi editoriali scesi in campo per conquistare posizioni di leadership – su tutti Mondadori con R101 e
Rcs MediaGroup con Play radio – e per fermare la continua erosione dell’audience. Tre anni fa Radio1 aveva 8 milioni di ascoltatori, ora non arriva a 7; nel 2003 Radio2 aveva 5 milioni di ascolti, mentre nel primo semestre di quest’anno ne ha registrati 4 milioni 350mila; Radio3, con il suo target colto e selezionatissimo, staziona da anni sotto i due milioni.
Per mettere a fuoco il quadro della situazione la direzione di Radio Rai guidata da Marcello Del Bosco ha promosso lo studio ‘La radio in Europa’ (pubblicato integralmente su www.primaonline.it/documenti) da cui emerge un mercato sempre più saturo dove però non mancano nuove iniziative come la francese Rmc Info, la spagnola Punto Radio e alcune stazioni digitali nel Regno Unito. Sul fronte economico la ricerca ha messo in luce le buone performance di Radio Rai rispetto alle altre emittenti pubbliche europee. “Alla radiofonia viene destinato il 6% del canone raccolto dalla Rai, pari a 96 milioni di euro, una percentuale inferiore alla media continentale. Stesso discorso per i 90 milioni di euro di pubblicità  raccolti nel 2004 dalla Sipra per Radio Rai che rappresentano il 23% del mercato pubblicitario radiofonico nazionale nel suo complesso”, dice Francesco De Domenico, vice direttore responsabile della produzione di Radio Rai: “In sostanza, dallo studio emerge che, pur ricevendo meno soldi rispetto agli altri servizi pubblici, le nostre reti garantiscono una durata di ascolto e uno share in linea con la media europea. Come dire che facciamo nozze ricche con i fichi secchi”.
“La priorità  zero per mantenersi competitivi”, dicono in via Asiago, la sede di Radio Rai, “è il rilancio degli investimenti per l’ampliamento della copertura del segnale.

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