Scelte del mese

17 dicembre 2008 | 0:00

Personaggi – Guido Crosetto. Il gigante della Vigilanza Rai

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 356, Novembre 2005, di  ’Prima Comunicazione’


L’ultimo dei suoi incarichi è quello di commissario della Vigilanza Rai, ma è soprattutto di economia che in questi anni Guido Crosetto, forzista dal passato democristiano, si è sempre occupato. Responsabile del settore credito, coordinatore regionale in Piemonte, da imprenditore conosce talmente bene il mondo delle banche da dichiarare, in piena bufera Fazio, che “il più pulito ha la rogna”. La schiettezza, infatti, non gli difetta: cuneese, classe ’63, nonostante sia alla prima esperienza da deputato, Crosetto è riuscito a imporsi all’attenzione dei media. E non solo per la mole: un gigante buono, viene definito da chi lo conosce bene, perché è grande e grosso, ma con un animo gentile. Sfiora infatti quasi i due metri, dopo una dieta è riuscito ad arrivare a 114 chili ed è senz’altro il parlamentare più generoso: lui non vuole che si dica, ma se esistesse sarebbe in testa alla classifica di chi fa beneficenza. E di certo non come Fazio, che in una famosa foto venne ritratto mentre faceva l’elemosina a un mendicante.
Del governatore di Bankitalia all’indomani dei casi Cirio e Parmalat Crosetto è stato uno dei primi avversari. Ma quando è scoppiato il caso delle intercettazioni telefoniche ha preferito scagliarsi soprattutto contro i tentativi di colonizzazione delle nostre banche da parte della finanza estera, massonica e anche sionista: uno scivolone che lo ha gettato nella polemica mediatica. Amareggiandolo. Due sono infatti i suoi principali difetti: il primo è che dice sempre quel che pensa e spesso nel partito non gli ha giovato; il secondo è che comunque i suoi ragionamenti li fa volentieri a voce alta e qualche volta finiscono incontrollati nei resoconti di stampa. Come quando ha protestato contro il taglio degli stipendi dei parlamentari affermando che dei 14mila euro al mese dopo le varie detrazioni spesso a loro ne rimangono in tasca, poveretti, ‘solo’ 4mila. “Lo dicevo soltanto per spiegare che si fa politica soprattutto per passione e non certo per i guadagni”, giustifica. Per lui è certamente così: prima di entrare in Parlamento dichiarava 14 milioni di euro.