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17 dicembre 2008 | 0:00

Comunicazione e pubblicità  – Vaticano. Il grande assedio

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) I due ricoveri al Gemelli e la morte di Giovanni Paolo II, il Conclave e l’elezione di Papa Ratzinger hanno messo a dura prova le strutture di comunicazione del Vaticano. Assediati per tre mesi da migliaia di giornalisti, fotografi e cameramen giunti dai cinque continenti, i comunicatori pontifici, già  addestrati a gestire grandi eventi come il Giubileo del 2000 e i numerosi viaggi papali, hanno retto all’assalto senza perdere l’usuale flemma e meritandosi l’apprezzamento degli operatori del settore. Lo sforzo finale inizia la notte del primo marzo, quando Navarro Valls annuncia che la sala stampa rimarrà  aperta anche di notte per permettere ai giornalisti di seguire ogni momento dell’agonia del Papa. Lo stesso annuncio viene fatto il giorno dopo, ma Giovanni Paolo II non supererà  la notte. “Il Santo Padre è deceduto questa sera alle 21,37 nel suo appartamento”, dichiara Valls alle agenzie. Dietro l’efficiente risposta del Vaticano alle incessanti richieste di informazioni, accrediti, interviste, immagini televisive e fotografiche ci sono pochi uomini e donne capaci di gestire emergenze, reagire in tempi rapidi e allo stesso tempo imporre l’etichetta vaticana anche all’ultimo dei corrispondenti catapultati in San Pietro direttamente da Dallas o da Baghdad. Lo snodo burocratico e gestionale per i giornalisti che vogliano entrare in contatto con il Vaticano è il Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali (Pccs), un vero e proprio ministero dell’informazione nel quale lavorano 15 persone alle dirette dipendenze della Segreteria di Stato del cardinale Angelo Sodano. A capo del Pccs siede monsignor John Patrick Foley, con un ruolo di indirizzo e rappresentanza; mentre a stretto contatto con le esigenze pratiche dei giornalisti audiovisivi lavorano il sottosegretario Angelo Scelzo (già  giornalista dell’Osservatore Romano che si occupò dei rapporti con la stampa durante il Giubileo), insieme a Franco Fegatelli e a Laura Riccione: due riferimenti per chiunque voglia fare riprese sul territorio vaticano o interviste con membri della curia. Il Pccs ha creato nelle ore immediatamente successive alla morte del Papa un sito leggero e di facile accessibilità  (www.pccs.it) per ovviare al blocco per sovraffollamento del sito ufficiale www.vatican.va, attraverso il quale ha gestito tutti gli accrediti e ha diffuso i programmi degli eventi principali. Comunicare la salute di un Papa non è tuttavia solo una questione di numeri, ma anche di opportunità  e misura.

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Nella foto, Joaquin Navarro Valls