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17 dicembre 2008 | 0:00

Opinioni – Luis XIV. I quotidiani preparano la battaglia d’autunno

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) Dopo aver sostituito direttori e manager – solo l’inamovibile Serge July, il cui contratto scade nel 2012, è rimasto al suo posto di direttore di Libération – il prossimo autunno tutti e tre i quotidiani nazionali d’informazione – oltre a Libé, Le Figaro e Le Monde – saranno in edicola con una nuova formula editoriale. Dei contenuti per il momento si sa assai poco, anche se il rifacimento del Figaro, pilotato dal nuovo direttore Nicolas Beytout e da un management interamente rinnovato, dovrebbe rappresentare una forte discontinuità  col passato e comportare una riduzione del formato, che ne fa attualmente l’unico broadsheet francese tra i quotidiani di qualità . C’è urgenza, perché la situazione della stampa a diffusione nazionale si va facendo sempre più problematica. Nel mese di marzo le vendite in edicola di Le Monde e di Libération sono scese del 25% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso – momento particolarmente ricco in attualità , con le elezioni regionali francesi e gli attentati di Madrid – e quelle del Figaro dell’11%. Quanto ai ricavi pubblicitari, il primo trimestre dell’anno è stato fonte di nuove delusioni: in ribasso del 4% sul 2004, i quotidiani nazionali subiscono sempre più le conseguenze della crescita dei ricavi della stampa gratuita, che è divenuta una componente essenziale del mercato. Il fatturato pubblicitario di 20 Minutes,  in crescita di oltre il 100%, si avvicina ormai a quello di Le Monde; Metro, in aumento del 30%, ha già  distanziato Libération. Quanto al Figaro, se la testata conserva senza difficoltà  la leadership del settore, i suoi ricavi sono comunque scesi del 9%. È ormai convinzione diffusa che, se le nuove formule editoriali non saranno in grado di attirare altri lettori, la situazione difficilmente migliorerà . Di questo gli editori dei quotidiani appaiono finalmente consapevoli, dopo anni di tergiversazioni e di sterili polemiche con la stampa gratuita. Anche i mezzi finanziari – il gruppo Dassault nuovo azionista del Figaro, Lagardère e Prisa nel capitale di Le Monde, Rotschild in quello di Libération – paiono all’altezza della sfida. L’appuntamento decisivo è dunque per l’autunno.

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Nella foto, Nicolas Beytout