PIERLUIGI FADDA – Da condirettore a direttore del ‘Giorno’

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) 56 anni, dal 2 maggio è il nuovo direttore del ‘Giorno’. Sostituisce Xavier Jacobelli e, come lui, ha un passato professionale nelle redazioni sportive. Ha infatti iniziato, nel 1970, collaborando con il Guerin Sportivo, allora diretto da Gianni Brera. Con lui e con Aldo Giordani ha imparato i rudimenti del mestiere, seguendo soprattutto il basket. Nel 1971 viene assunto alla Gazzetta dello Sport e assegnato alla redazione Sport vari, dove segue il baseball e il rugby; sport, quest’ultimo, di cui s’innamora. Tanto da scriverci due libri (‘Storia del rugby nel mondo’, Vallardi, 1991, con Luciano Ravagnani; e ‘Rugby Ties’, cioè la storia del rugby raccontata attraverso le cravatte, con Renato Tullio Ferrari, per i tipi della Idea Libri).
Nato a Mondovì, nel Cuneese, ma cresciuto a Cossato (Biella), il paese di Ezio Greggio e del calciatore Gilardino, Fadda arriva a Milano per frequentare la facoltà  di giurisprudenza alla Cattolica, che lascia ben presto per iniziare a scrivere sui giornali.
Nel 1977, con la direzione di Gino Palumbo, La Gazzetta dello Sport lo premia e lo promuove a vice caposervizio. Nel 1980 va al Giornale di Indro Montanelli che sta preparando l’uscita del numero del lunedì, ovviamente con il piatto forte dello sport: per 14 anni sarà  il caporedattore dello sport al Giornale. Nel 1995 è alla Voce, il nuovo quotidiano fondato da Montanelli. È nell’ufficio dei caporedattori centrali insieme a Luigi Bacialli (oggi direttore del Gazzettino di Venezia) e Luciano Molossi (oggi direttore della Gazzetta di Parma). Chiusa questa esperienza, nel 1996 va al Giornale di Brescia, sempre come caporedattore centrale. Ci rimane fino al dicembre 2002 quando Giancarlo Mazzuca, allora direttore del Giorno, lo chiama alla vice direzione del quotidiano milanese. L’anno seguente è condirettore, qualifica che mantiene con l’arrivo di Jacobelli, fino allo scorso 2 maggio.
Gusti: la lealtà , il coraggio, la correttezza: qualità  che sono alla base del rugby, meno della nostra professione.
Disgusti: la slealtà , la viltà , la scorrettezza.

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