Borsino dei direttori

17 dicembre 2008 | 0:00

DANIELE MAGRINI – Da vice direttore centrale alla ‘Nazione’ a direttore del ‘Giornale di Firenze’

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) Di solito i direttori, chissà  perché, quasi si vergognano quando i loro piani editoriali ricevono un’ovazione. Si parla di ‘voto bulgaro’ (ma i bulgari ignorano le ragioni di quel modo di dire) e si tende a nascondere i risultati. Daniele Magrini, neodirettore del Giornale di Firenze no: “Il mio piano editoriale è stato votato all’unanimità : venti voti su venti. E il voto era segreto”. Ha ragione Magrini ad andarne fiero perché, tanto per rimanere sui detti banali: chi ben comincia… Insomma, Magrini è toscano che più non si può. È nato a Siena il 9 agosto 1959, a sedici anni iniziava a bazzicare la redazione del settimanale Il Corriere Senese come correttore di bozze per poi diventarne direttore dall’82 all’85. L’impossibilità  di trasformare la testata in un quotidiano ha decretato la fine della sua avventura. “Ma la voglia di quotidiano mi era rimasta”, dice Magrini. Tanto che nell’86 si trasferisce al Corriere di Siena (una costola del Corriere dell’Umbria). Nell’88 il salto alla Nazione che a Firenze è come il Corriere a Milano: il giornale tout court. Vice caposervizio a Siena, caposervizio a Grosseto, responsabile dell’edizione umbra, poi di quella di Pistoia, poi di quella di Prato, Magrini il territorio lo conosce non bene, ma benissimo. Alla fine dell’estate del 2004 viene nominato vice caporedattore centrale ed ecco la chiamata alla direzione del Giornale di Firenze. Scrittore (è autore della raccolta di racconti ‘Prima o poi’ uscita nel ’99 e del saggio ‘Sbatti il web in prima pagina’), dice di amare il suo lavoro incondizionatamente. Magrini è sposato, ha una figlia di ventun anni e un cane (“Che è come un figlio”).
Gusti: il verbo fare.
Disgusti: i reality in tivù e il fegato alla veneziana.