ANGELO PERFETTI – Da condirettore a direttore di ‘Nuovo Oggi’

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) Fin da piccolo Angelo Perfetti sapeva bene quello che voleva fare nella vita. Che poi erano essenzialmente due cose: il giornalista e il cantautore. E fino alla prima età  giovanile le ha fatte entrambe. Dalle otto di mattina all’una del pomeriggio in sala incisione, dall’una a mezzanotte in redazione. “Arriva poi un momento in cui non ce la fai più e devi scegliere. Io ho scelto il giornalismo”.
Nato a Roma nel 1965, Perfetti ha iniziato a metà  degli anni Ottanta a scrivere di sport nel Corriere Laziale, allora un settimanale regionale. Intanto collaborava al Corriere dello Sport e a varie televisioni private. Due anni intensi di svezzamento in un mondo non tra i più facili che gli consentono di fare un salto e planare così al Tempo di Roma. A Piazza Colonna Perfetti inizia un lungo abusivato che gli fa accumulare notevole esperienza e molta stima da parte dei suoi superiori tanto da diventare (ma sempre da abusivo) il responsabile dei rapporti tra il quotidiano e la Provincia di Roma. Nel ’91 il Gruppo Ciarrapico gli offre la possibilità  di trasferirsi a Frosinone. È lì, a Ciociaria Oggi, che diventa praticante. A Frosinone rimane per quasi sette anni, al termine dei quali passa a un altro quotidiano del gruppo: Latina Oggi. Angelo Perfetti viene quindi nominato responsabile della redazione distaccata di Aprilia, raccoglie un notevole successo di vendite (da un centinaio di copie il giornale arriva a venderne un migliaio nel giro di un paio di anni) e questo costituisce per lui un ottimo viatico per altri e più importanti incarichi. Diventa così caporedattore di Ostia Oggi, un nuovo giornale sempre del Gruppo Ciarrapico, e quando la strategia editoriale prevede la costituzione a Ostia Antica di una redazione centrale per tutte le varie testate dell’area romana, lui ne diventa condirettore. Dal marzo scorso ne è nominato direttore guidando così le otto edizioni territoriali quotidiane del Lazio e del Molise.
Gusti: “La mia famiglia che adoro”.
Disgusti: “La stupidità  perché meno individuabile della falsità “.

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