GIACOMO SCANZI – Da vice direttore a direttore del ‘Giornale di Brescia’

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) 46 anni, milanese con genitori di origini bresciane, dal 26 aprile è il nuovo direttore del Giornale di Brescia. Un evento per la città , nel senso che dopo 25 anni di direzione, 40 complessivi all’interno del giornale, lo storico direttore Gian Battista Lanzani ha lasciato la poltrona direttoriale per una giusta e meritata pensione. E infatti l’obiettivo di Scanzi è semplice: “Mantenere ferma la linea editoriale del giornale, che è nato dalla Resistenza giusto 60 anni fa, e che il direttore Lanzani ha sempre tenuto all’interno di un grande patto di civiltà  tra l’anima laica e l’anima cattolica della città , anime moderate che esprimono i valori fondanti della comunità  bresciana”.
Scanzi, laureato in lettere all’università  Statale di Milano, tre figli (Carolina, Edoardo e Federico), è così alla guida di un giornale da oltre 55mila copie di diffusione che rappresenta tutte le forze principali della città , dalla curia alle banche, alle grandi famiglie imprenditoriali, alle case editrici locali, presenti all’interno del giornale anche attraverso varie fondazioni, dalla Fondazione Tovini fino alla Fondazione Folonari.
Così come Lanzani ha fatto tutte le tappe della carriera all’interno del giornale (redattore, capocronista, caporedattore, vice direttore), anche Scanzi ha seguito la stessa identica trafila, tanto che ora può a tutti gli effetti considerarsi “un buon figlio giornalistico di Gian Battista Lanzani”. L’unica differenza è che all’inizio della carriera Scanzi ha avuto una breve collaborazione con le pagine culturali del quotidiano milanese Avvenire, mentre Lanzani si è sempre e solo impegnato all’interno della città , anche collaborando con il Cittadino, settimanale dell’allora Democrazia cristiana cittadina.
Gusti: l’intelligenza, la buona educazione, il sorriso, il valore della parola.
Disgusti: la maleducazione, l’arroganza, gli slogan.

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