Televisione – Mediaset e Telecom. Il calcio in video on demand

‘Prima Comunicazione’, numero 347, Gennaio 2005 –
Il 22 gennaio, al fischio d’inizio del girone di ritorno del campionato di calcio, decolla la nuova video on demand calcistica di Mediaset e di Telecom Italia, una novità  assoluta mondiale e fruibile senza parabola, senza abbonamento e tramite una carta ‘usa e getta’ a costi stracciati sulla rete del digitale terrestre. Il calcio, dopo aver fatto decollare la tivù satellitare, può diventare anche il trampolino di lancio per la televisione in digitale sulla quale fino a ieri nessuno avrebbe scommesso un centesimo, mentre adesso si parla di terza rivoluzione televisiva. Occhi puntati sul debutto da parte di Sky, la pay tv satellitare di Murdoch, unica finora a vendere il calcio in diretta, che dovrà  fronteggiare la nuova concorrenza. La ‘pay alla carta’ di Mediaset e Telecom proporrà  ai tifosi le partite di diciassette squadre, anticipi e posticipi del sabato pomeriggio e della domenica sera inclusi: in pratica tutta la serie A, tranne Lazio, Udinese e Siena che si sono chiamate fuori per il mancato accordo sulla vendita dei diritti. A Mediaset fanno capo le squadre più importanti: Juventus, Milan, Inter, Roma, Sampdoria, Atalanta, Livorno e Messina. Le restanti nove, Fiorentina, Cagliari, Parma, Palermo, Chievo, Brescia, Reggina, Lecce e Bologna, fanno parte della scuderia di Telecom Italia.  Le apposite schede prepagate sono in vendita in tutti i negozi di elettronica (dal prossimo campionato anche nelle tabaccherie e altre rivendite). I costi sono bassissimi: nove euro la carta ‘Mediaset Premium’, che abilita alla visione di tre partite, e una volta consumata si getta via e se ne compra un’altra. Ancora più economica quella di Telecom, che per il lancio propone la ‘7 Carta Più’ a dieci euro per cinque partite e, esaurito il credito, è ricaricabile al costo di tre euro a partita. Per un evento dunque si pagherà  dai due ai tre euro, niente a che vedere con le tariffe di Sky (55 euro mensili per pacchetto completo calcio e film e 15 euro per la singola partita in pay per view).  Mediaset e Telecom non si limiteranno a scodellare la partita nuda e cruda, ma la confezioneranno con servizi e commenti nell’intervallo tra primo e secondo tempo e nel post partita, fino a coprire tre ore di trasmissione. Sono previsti anche alcuni spot pubblicitari. Publitalia è già  al lavoro per l’offerta Mediaset, mentre Telecom sta valutando a chi affidare la raccolta.  “La nostra pay per view”, spiega Federico Di Chio, a capo del digitale terrestre di Mediaset, “si rivolge potenzialmente a una base molto ampia di utenti con una bassa propensione al consumo. Niente a che vedere col business di Sky, una pay tv tradizionale, che si basa su un numero limitato di abbonati con un ricavo medio molto alto. Il calcio farà  da traino, ma saranno importanti anche gli altri canali del bouquet completamente gratuiti: offrire un canale dedicato ai bambini (Boing: ndr) gratuito è più rivoluzionario che vendere il calcio”.  Per Piero De Chiara, responsabile del digitale terrestre della 7 (a cui fa capo il progetto calcio di Telecom), la pay per view allargando la base degli utenti paganti porterà  grandi benefici al mercato. “I maggiori vantaggi andranno ai consumatori e a chi possiede i contenuti. Bisogna cominciare a pensare a un mercato che si sviluppa su tre piattaforme, quella digitale terrestre, quella via satellite e quella via cavo che si rivolgono a pubblici diversi e complementari”.

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Nella foto, Federico Di Chio

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