Scelte del mese

17 dicembre 2008 | 0:00

Televisione – Espresso. Compra Rete A da Peruzzo

‘Prima Comunicazione’, numero 347, Gennaio 2005 – L’amministratore delegato Marco Benedetto e i suoi giurano che l’obiettivo del gruppo Espresso con l’acquisto di Rete A-All Music altro non è che continuare a fare una tivù musicale. Guadagnando di più, certo, ma senza velleità  di minacciare i grandi mandarini del mercato. Eppure, nell’operazione che poco prima di Natale ha portato in dote al gruppo Espresso la proprietà  di Rete A-All Music c’è molto più di un’opportunità  colta. C’è molto di più dell’occasione di acchiappare l’ultimo treno in corsa. Il gruppo di largo Fochetti ha comprato l’unica concessione nazionale disponibile sul mercato versando 115 milioni all’editore Alberto Peruzzo, l’ultimo campione della fase pionieristica e selvaggia della televisione commerciale in Italia. Una cifra, secondo molti, spropositata per una rete di nicchia che nel 2004 ha fatturato 20 milioni di pubblicità , anche contando il valore aggiunto della concessione nazionale. Una cifra adeguata, addirittura un affarone, invece, se si considerano un paio di fattori strategici. Il primo è il ridimensionamento delle ambizioni televisive di Telecom Italia, che nelle prime settimane di dicembre si era lanciata all’assalto di Rete A con l’obiettivo di impedire l’acquisizione al gruppo Espresso e di aggiungere una terza rete nazionale alla 7 e a Mtv, per pareggiare il conto con Mediaset e Rai. Nella battaglia fra Espresso e Telecom per il controllo di Rete A erano in gioco due obiettivi: lo sbarco del gruppo De Benedetti nel settore tivù e il definitivo accreditamento di Telecom come terzo protagonista dell’agone televisivo italiano. E l’Espresso, pur di portare a casa il risultato, non ha esitato a mettere sul piatto quel bonus che ha convinto definitivamente Peruzzo a cedere.
Il secondo si chiama sinergie di gruppo, ovvero la possibilità  per il gruppo Espresso di trasformare l’acquisizione di una rete tivù nazionale in un formidabile moltiplicatore di fatturato e di nuove opportunità  di business. In particolare per la valorizzazione del gioiello di famiglia in campo radiofonico, ovvero quella Radio Deejay che anche l’ultima rilevazione Audiradio conferma come primatista incontrastata fra le private con oltre 5 milioni e mezzo di ascoltatori nel giorno medio. C’è infine un terzo fattore, che riguarda i possibili scenari politici e di mercato dei prossimi anni. Un conto infatti è avventurarsi in un progetto di tivù generalista, ‘alternativa’ a Mediaset e Rai, in un quadro politico con Berlusconi capo del governo – missione che richiederebbe enormi investimenti e altrettanti enormi rischi imprenditoriali e che porterebbe il gruppo dell’ingegner De Benedetti a uno scontro senza quartiere con Mediaset sul terreno della pubblicità  – altro è mettersi nella condizione di poter giocare la partita dell’informazione in tivù fra qualche anno, in un quadro politico probabilmente mutato e avendo acquisito know how, un profilo da impresa multimediale e maggior ‘peso’ specifico sul mercato pubblicitario.

_____________________
Nella foto, Alberto Peruzzo