Televisione – Discovery Channel. Sempre più made in Italy

‘Prima Comunicazione’, numero 347, Gennaio 2005 – Alla vigilia della nascita di Sky, circa un anno e mezzo fa, Discovery Channel dichiarò subito le sue intenzioni: entrare nella piattaforma unica per aggredire il mercato italiano, fino ad allora scarsamente considerato. Come da programma, in questi mesi, il canale di divulgazione scientifica ha portato avanti un forte processo di localizzazione dei suoi palinsesti: tagliati su misura per il pubblico nostrano; arricchiti di produzioni realizzate in partnership con società  italiane (tra cui Mediatrade, Doclab, Brando Quilici Production, Ga&A); studiati per ospitare fatti e storie di casa nostra. L’impatto nel nostro Paese è stato forte, anche perché in concomitanza con il lancio della piattaforma di Murdoch nella famiglia Discovery sono nate altre tre reti: Discovery Science, Discovery Civilization e Discovery Travel&Adventure. Insomma, il ventaglio di proposte si è allargato in maniera considerevole, con il risultato che oggi la brand del gruppo ha una riconoscibilità  tra il pubblico italiano dell’85%. Anche gli ascolti, registrati dall’ultima ricerca Audistar-Eurisko sulle tivù satellitari, dicono che Discovery Channel ha una buona fetta di pubblico: 2 milioni 863mila contatti settimanali, in crescita del 10% rispetto allo scorso anno. Ma ciò che più di altro indica la netta volontà  di Discovery di penetrare nel nostro mercato è la costituzione di una filiale italiana, che da giugno ha sede a Milano e di cui è responsabile Filippo Mori Ubaldini, vice president e country manager, che riporta ad Arthur Basting, general manager di Discovery Network Europe, Africa e Medio Oriente. Ubaldini, 34 anni, già  vice direttore generale di Cairo Communication, ha le idee chiare: “Vogliamo che Discovery diventi un marchio conosciuto anche al di fuori del mondo Sky e per questo puntiamo anzitutto sull’alta qualità  della programmazione, sull’acquisto di volti noti a cui affidare le conduzioni di alcune trasmissioni e poi su una importante campagna di comunicazione che nei prossimi mesi vedrà  coinvolti i principali periodici e le radio, le affissioni, i giornali locali, ma soprattutto i quotidiani Corriere della Sera e Repubblica, con i quali intendiamo avviare operazioni editoriali congiunte”.

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Nella foto, Filippo Mori Ubaldini

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