Television – Rai. Flavio Cattaneo sotto tiro

Sanremo è finito, già  quasi dimenticato. Restano i ricordi dei bei vestiti di Simona Ventura firmati Dolce e Gabbana, l’imbarazzante sfogo di Tony Renis che sul palco dell’Ariston ha confessato pubblicamente la propria inettitudine, e la faccia con un’espressione tra il compiaciuto e l’imbarazzato del direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, seduto in platea in prima fila a vigilare, come un allenatore a bordo campo, che tutti dessero il meglio nell’importante partita sanremese. Perché il Festival per Cattaneo, come ogni importante scadenza della Rai, era diventato un esame da superare per accreditare dentro e fuori Viale Mazzini la sua gestione dell’azienda. I suoi nemici in Rai (i molti dirigenti che si sono sentiti tagliati fuori da una gestione molto verticistica) speravano apertamente in un flop talmente grave da costringere il direttore generale, affranto dall’insuccesso, a buttare la spugna e a dare le dimissioni. Ma non hanno capito il tipo con cui hanno a che fare. Al primo compleanno dal suo ingresso in Rai, Cattaneo si trova dopo una partenza brillante ad affrontare un clima ostile fuori e dentro l’azienda. I suoi nemici più temibili sono a Mediaset e in Forza Italia e non bastano a tutelarlo i rapporti di stima con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (che ha concesso alla Rai 130 milioni di euro di crediti pregressi per finanziare il digitale) e l’antica amicizia con il forzista Paolo Romani e con Ignazio La Russa, coordinatore di An. Tra gli uomini più vicini a Berlusconi non ce n’è uno che non abbia qualcosa da dire su questa gestione della Rai, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti politici. “Ci siamo resi conto che non c’è stato il controllo sull’informazione che Cattaneo doveva garantire. Da dati interni alla Rai sulla presenza dei politici nei telegiornali è emerso che non è stato rispettato il criterio dei tre terzi. Tra gennaio e dicembre 2003 nei tg di prima serata il governo ha avuto uno spazio del 42%, la maggioranza del 19% e l’opposizione del 38%. Nel primo mese di quest’anno, poi, la proporzione è più sfavorevole per noi col governo al 38%, la maggioranza al 23% e l’opposizione al 37%”, dice un importante esponente di Forza Italia, tirando in ballo questioni che alla vigilia elettorale contano, eccome. Cattaneo per arginare queste contestazioni ha accettato di farsi affiancare, con l’incarico di assistente sull’informazione, da Giuliana Del Bufalo, ex giornalista (è stata vice direttore del Tg2) con buoni rapporti nell’ambiente politico romano e in Forza Italia, grande conoscitrice delle redazioni Rai e con la grinta per poterle affrontare.

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Nella foto, Flavio Cattaneo

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