Scelte del mese

17 dicembre 2008 | 0:00

Televisione – Raifiction. La scelta di Agostino

Con il piano 2004 varato il mese scorso dal Cda della Rai Agostino Saccà , direttore di Raifiction, si è dimostrato un campione di equilibrismo mediando tra produttori vecchi e nuovi, tra produttori di destra e di sinistra, tra chi la fiction la sa fare e chi la sta imparando a fare. È un piano che vale 190 milioni (30 milioni in più del precedente) ed è spartito tra ventiquattro produttori. Con quali logiche? Il grosso delle risorse è andato alle società  classiche e più forti. Saccà  evidentemente si è voluto garantire uno zoccolo duro di fiction di buono standard e potenzialmente di successo. In testa la Lux (famiglia Bernabei e Tarak Ben Ammar), seguita da Titanus (Goffredo Lombardo), Rizzoli, Palomar (Carlo Degli Esposti), Publispei (Carlo Bixio), Solaris (Adriano Ariè). Nella lista delle supercommesse figurava anche Grundy di Roberto Sessa: era prevista la seconda serie di ‘Diritto di difesa’, che però è stata depennata per il flop della prima. Chi guadagnerà  le spoglie?  Tra i prescelti della vecchia guardia anche alcune società  medie: Sergio Silva production (con una seconda serie di ‘Amanti e segreti’ e la miniserie di mafia ‘La moglie cinese’), Immagine e cinema di Edwige Fenech con tre tv movie con Sabrina Ferilli, Tangram di Roberto e Matteo Levi, e la Faso film (Achille Manzotti) che non farà  il seguito del ‘Prete tra noi’ e invece farà  una serie con Lando Buzzanca ancora in alto mare. Grande esclusa dalla partita, sorprendentemente, è Endemol, la società  di Marco e Paolo Bassetti che pure si era fatta sotto con diversi progetti. Si vocifera che potrebbe recuperare qualcosa nelle pieghe del bilancio. E sono state totalmente ignorate, a eccezione della Nauta di Tommaso Dazii (due tv movie gialli), anche le molte piccole società  di lungo corso, a riprova che in questo momento la vita per loro non è facile. C’è chi chiude, e chi ci riesce fa il produttore esecutivo per aziende più grandi. Assicuratosi le basi, Saccà  si è prodigato ad accontentare i nuovi e nuovissimi produttori che bussano alla sua porta, alcuni forti di sponsorizzazioni politiche.

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Nella foto,
 Agostino Saccà