Telecomunicazioni – Wind. Seduce gli editori

Tutto sta cambiando nei servizi mobili in Italia. Non c’è più solo il ristretto mercato degli Sms e del Wap; il nuovo mercato dei servizi multimediali si sta allargando rapidamente e comincia a essere remunerativo. Le basi tecnologiche sono (quasi) pronte: le reti sono sempre più veloci e i telefoni intelligenti – con schermi grandi a colori, in grado di ricevere e trasmettere immagini fisse e in movimento, suoni e musica – sono ormai disponibili a prezzi ragionevoli e permettono di offrire servizi divertenti e sofisticati. E a pagamento. La novità  forse più importante è l’introduzione sul mercato italiano della piattaforma i-Mode da parte di Wind, alleata della giapponese Ntt Docomo. Wind, che conta oltre nove milioni di clienti mobili in Italia, sta lavorando con una quarantina di tecnici e di uomini di marketing del gigante nipponico per lanciare i suoi nuovi servizi che annuncerà  ufficialmente il 19 novembre.  I-Mode rappresenta un caso mondiale di successo. In pochi anni (i-Mode è partito nel febbraio 1999) Ntt Docomo ha conquistato 40 milioni di clienti in Giappone. I-Mode collega circa 68mila siti e fattura i servizi forniti da oltre 3.700 siti. La spesa media annuale per utente supera i 150 dollari.  Il fattore principale del clamoroso successo è abbastanza noto: i-Mode si basa sul modello di business aperto di Internet, ovvero su una filosofia cosiddetta ‘open garden’ (giardino aperto). I-Mode è sostanzialmente una piattaforma di relazione con i fornitori di contenuti: grazie al cHtml (una semplice versione del linguaggio Html dei siti web) i fornitori di contenuti possono facilmente collegare i loro siti al portale mobile della Ntt Docomo e, se lo vogliono, sottoscrivere un contratto standard con il gestore per la ripartizione dei ricavi dei servizi a pagamento fatturati in bolletta ai clienti finali.

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Nella foto,
Tommaso Pompei, amministratore delegato di Wind

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