Gianluca Marchi – Da inviato di ‘Libero’ a direttore di ‘.com’

Due redivivi in un colpo solo: il quotidiano chiuso da Lillo Perri nel febbraio scorso e il direttore uscito da Libero quando ha capito che la promozione da caporedattore centrale a inviato mirava appunto a inviarlo fuori dai piedi, dove lui ha scelto di andare quando si è accorto che fra direttori, vice e condirettori spazio per lui non ne restava. A chiamarlo a .com è Massimo Bassoli – editore del Giornale d’Italia che Marchi ha diretto dal novembre ’99 all’aprile 2000 – che rileva la testata e l’affitta alla cooperativa Abrond house rappresentata da Rocco De Filippi. Marchi riassume una decina di giornalisti, in gran parte reduci del vecchio .com, e il 5 novembre fa uscire il giornale, simile al vecchio nella veste ma diverso nei contenuti, meno web e più tivù, media, pubblicità , marketing, meno tecnicistico ed economico e più narrativo. Ricche o povere, belle o brutte le testate quotidiane nuove Gianluca Marchi le ha sposate tutte. Dopo gli inizi alla Provincia di Como e l’esperienza di capocronista per cinque anni alla Notte e uno al Giornale, è stato nel ’95 direttore dell’Indipendente in fase leghista e della Padania dal ’96 al ’99. Seguono Il Giornale d’Italia, Libero e .com.

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