Personaggi – Francesco Carrassi. Direttore della ‘Nazione’

Due mesi fa, presentando i risultati della trimestrale, l’editore Andrea Riffeser aveva annunciato che La Nazione aveva guadagnato il 4,2% in diffusione, risultato migliore di quello degli altri due quotidiani della Poligrafici Editoriale, Il Resto del Carlino e Il Giorno, e in decisa controtendenza rispetto alle difficoltà  che pesano sul comparto dei quotidiani regionali. Per Francesco Carrassi che dal 18 aprile 2002 dirige il foglio fiorentino è stato come il segnale che ce l’ha fatta, che i lunghi anni di cronista, di esperto delle province, le diverse direzioni, avevano fatto di lui un direttore a tutto tondo, uno capace di imprimere un nuovo impulso a un giornale che in 150 anni di vita ha stabilito con i suoi lettori un rapporto che appariva intangibile e immutabile. “Abbiamo aggredito il mercato con un giornale ricco di pagine e di colore e rinnovato nella grafica. E questo è merito dell’editore”, spiega Carrassi. “E non nego che il marketing ci abbia dato una buona mano con i libri: il martedì quando usciamo con i classici per i ragazzi ne vendiamo decine di migliaia, tanto che partiti con 15 titoli ne abbiamo ora in programma 50, mentre il 30 maggio è iniziata la nuova collana dei Comicissimi, firmata dai comici di Zelig. Ma il resto, i contenuti, è roba nostra, roba mia e dei miei vice direttori Antonio Lovascio e Mauro Avellini, roba di un ottimo corpo redazionale, di una cronaca corposa e aggressiva affidata a Marcello Mancini. Lo stesso vale per le province guidate da Laura Pacciani con Aldo Villani e Michele Manzotti, un ufficio che coordina 17 edizioni, cosa che spiega una produzione che in totale sfiora le 240 pagine”. E dove sono le novità ? “C’è innanzitutto il dato di fondo che abbiamo riportato La Nazione al centro del dibattito civile, politico ed economico in Toscana, in Umbria e a La Spezia. Molto ci ha aiutato in questo la qualità  e l’autorevolezza raggiunta da Qn, il nostro fascicolo nazionale, ma molto lo si deve allo stile della nostra informazione che è certo aggressiva, ma per tirare fuori le cose; per discuterne a vantaggio di tutti, non certo per fare scandalo. Nei fascicoli locali, che dall’ottobre 2001 sono tabloid come il nazionale, i pezzi di approfondimento prendono più spazio delle brevi.

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Nella foto, Francesco Carrassi

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