Personaggi – Lucio Stanca. Il ministro dell’Innovazione

È colpa anche dei media se in Italia siamo indietro rispetto ad altri Paesi europei per quanto riguarda l’adozione delle nuove tecnologie informatiche e in particolare di Internet. Lo sostiene il ministrro dell’Innovazione Lucio Stanca. “I media hanno un’importanza decisiva nella diffusione delle nuove tecnologie. Basta pensare a come il cinema degli anni Venti e Trenta presentava il telefono: i film di quell’epoca hanno imposto uno stile di vita che ha favorito la rapida diffusione delle telecomunicazioni. Oggi, invece, sui giornali e in tivù si parla di nuove tecnologie solo a proposito di criminalità  o di pirateria informatica”, sostiene il ministro.  “Anche se abbiamo fatto progressi straordinari quanto a dotazioni informatiche (ormai nel 40% delle famiglie c’è un personal computer), resta ancora molta diffidenza nei confronti di Internet. E questo è uno dei motivi del ritardo dei business on line in Italia rispetto ai Paesi del Nord Europa e l’innovazione tecnologica non è un gadget, un fatto secondario; forse lo era nel dopoguerra quando il costo del lavoro era più basso. Oggi l’alternativa è: o diventiamo tutti più poveri o usiamo le tecnologie per restare competitivi”. Secondo Stanca, la colpa dei media è di non saper spiegare cosa è veramente Internet, non riuscire a sollecitare l’interesse dei lettori su tutto quanto c’è di interessante e di utile nella Rete. “Nelle prime pagine dei giornali Internet compare solo se ha a che fare con la pedofilia o con il terrorismo; poi c’è la pagina per i patiti di tecnologie; ma Internet non è solo per i patiti: è per la gente comune, per il nonno che va a scoprire nuovi siti assieme al nipotino”, dice il ministro. E non a caso: quella dei nipoti che insegnano ai nonni a navigare sulla Rete è un’iniziativa che il Dipartimento dell’innovazione ha promosso assieme al Comune di Roma e che intende esportare poi in altre città . Stanca è ministro dell’innovazione dal giugno 2001. In precedenza ha costruito tutta la sua carriera (35 anni) in uno dei colossi mondiali dell’informatica, l’Ibm, fino a diventare presidente e direttore generale di Ibm Europe, Middle East and Africa e vice presidente di Ibm Corporation. Sulle iniziative intraprese e sui risultati ottenuti in questi due anni, il Dipartimento dell’innovazione ha stilato un dettagliato elenco. Quattro cartelle in cui figurano, ad esempio, i 138 progetti di e-government per le Regioni e gli enti locali (360 milioni di euro per la messa in Rete degli uffici); la sperimentazione della carta di identità  elettronica (entro l’anno ne saranno distribuite un milione e mezzo in 56 città , un record europeo); la diffusione della firma digitale (oltre 500mila firme emesse, altro primato europeo); gli acquisti in Rete delle pubbliche amministrazioni (con risparmi valutati in 3,7 miliardi di euro nel 2003); l’aumento della dotazione di computer e la cablatura in larga banda delle scuole; il milione 400mila accessi registrati in un anno di vita dal portale www. italia.gov; la pubblicazione del fascicolo ‘Dalle code al click’, una guida dei servizi pubblici in Rete. Poi ci sono l’università  on line, la scuola in ospedale (la possibilità  per gli alunni ricoverati di seguire le lezioni via Internet), il disegno di legge per l’accessibilità  ai disabili, il ‘codice’ della società  dell’informazione, il ‘portale del lavoro’ (per facilitare l’incontro tra domanda e offerta) e così via.  Di tutto questo, cosa arriva ai cittadini in termini di informazione? “Molto poco”, ribadisce Stanca. “In Italia i media colgono solo ciò che fa rumore, che eccita le polemiche. Manca il secondo livello, quello dell’approfondimento. E così restiamo un Paese diviso: Guelfi e Ghibellini, Coppi e Bartali, Peppone e Don Camillo”.

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Nella foto, Lucio Stanca

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