Quotidiani – ‘Tirreno’. Sandra Bonsanti lascia la direzione

Il giro di poltrone è stato deciso nel giro di 48 ore, innescato dalla scelta di Sandra Bonsanti di lasciare dopo sette anni la direzione del Tirreno e il giornalismo attivo per accettare la presidenza di Libertà  e Giustizia – associazione-pensatoio del centrosinistra che ha tra i suoi principali sponsor Carlo De Benedetti – la cui assemblea degli iscritti l’ha eletta all’unanimità  il 29 aprile all’Auditorium San Carlo di Milano. Così al quotidiano livornese è arrivato il 4 maggio Bruno Manfellotto che, a sua volta, ha lasciato la direzione della Gazzetta di Mantova (l’aveva assunta il 5 maggio 2000) a Enrico Grazioli. E al posto di Grazioli – che ora guiderà  un giornale molto radicato nel suo bacino di diffusione (oltre 36mila copie e un trend di lettura in crescita) –  la direzione della Gazzetta di Reggio  è stata affidata a Fiorentino Pironti. Pironti, fino a poche settimane fa vice direttore della Nuova Sardegna, prende le redini di una testata la cui diffusione si è stabilizzata, con le gestioni di Luigi Carletti e di Grazioli, sopra quella del Resto del Carlino.  Manfellotto dal canto suo prende in carico la testata più grossa della Finegil Editoriale, la finanziaria dei quotidiani locali del Gruppo Editoriale L’Espresso, con una media di diffusione che supera le 87mila copie, con 104 giornalisti che lavorano, oltre che nella sede livornese, in 13 redazioni locali. E soprattutto si accolla l’eredità  pesante di una direzione come è stata quella di Sandra Bonsanti. Qualcuno, come il direttore editoriale della Finegil, Maurizio De Luca, è sempre stato indeciso se chiamarla ‘il direttore’ o ‘la direttora’. Per certi colleghi più anziani era Sandra. Ma per i poligrafici è stata sempre e solo ‘la signora’.

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Nella foto, Sandra Bonsanti

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