Rita Pinci – Da caporedattore della ‘Stampa’ a direttore di ‘Specchio’

Come deve dire una signora, quando le scappa un ‘ma vaffa’? Dipende, ma se è una giornalista dice ‘ma vaffa’, e scommetto che la Rita Pinci l’ha detto, l’ha detto. Perché, insomma, dal marzo 2002 se ne stava lì a fare il fascicolo romano della Stampa – che non è che i romani proprio se lo strappino di mano, però sempre buona cronaca è, cioè il mestiere che lei sa fare – ed ecco che i capi la spediscono d’imperio a prendere il posto della Chiara Beria che s’è stufata di dirigere Specchio e anche lei vuole tornare a fare la giornalista, che detto così non è neanche un bel complimento per Specchio. Lei alla fine ci va, perché non si sputa sulle promozioni, ma con quel sorriso di ciociara tosta che per metà  è grinta, per cui se fanno un ‘Grande Fratello’ di soli giornalisti, vorremmo ci fosse dentro lei e noi con lei. Romana di Cave, 47 anni, Rita Pinci ha menato vita protetta fino al dicembre 2000 quando, dopo vent’anni, ha tirato fuori la testa dal calduccio del Messaggero dov’era vice direttore per venire a Milano a fare il vice direttore di Hdp.Net. Ora deve lavorare su due tavoli: su uno fa i numeri di Specchio dell’estate, sull’altro prepara i numeri zero di quello che uscirà  a settembre secondo il progetto grafico dello Studio Cases già  pronto.

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