Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

Il lavoro è già  cominciato il 29 gennaio scorso: sul tavolo, oltre al testo del governo, ci sono anche le proposte alternative o integrative dell’opposizione, tra cui quella della Margherita firmata dall’ex ministro Antonio Maccanico. “Nella prima settimana di marzo il testo dovrà  essere sottoposto al parere delle altre commissioni in vista del passaggio in aula”, ha precisato Paolo Romani di Forza Italia (foto), presidente della commissione Trasporti e relatore del provvedimento. Tempi piuttosto accelerati, dunque: la maggioranza vuole che la legge di riforma venga approvata definitivamente entro luglio o, al massimo, entro settembre se dovesse essere necessaria la terza lettura da parte delle Camere.

Legge finanziaria art. 61, comma 13 – Sgravi agli investimenti pubblicitari per le aziende del Sud – Nelle concitate votazioni della Finanziaria qualcosa deve essere sfuggito al rigido controllo del ministero del Tesoro se è vero, come raccontano, che degli effetti del comma 13 dell’articolo 61, scritto dal vice ministro Gianfranco Miccichè di Forza Italia (foto), si sono accorti solo quando a darne l’annuncio, a Finanziaria digerita, è stato lo stesso Miccichè. L’articolo 61 istituisce un fondo per le aree sottoutilizzate e il comma 13, in estrema sintesi, concede l’estensione della Tremonti bis agli investimenti pubblicitari per quelle aziende del Mezzogiorno che “investono, nell’ambito di programmi di penetrazione commerciale, in campagne pubblicitarie localizzate in specifiche aree territoriali del Paese”.

Contratto di servizio con la Rai – Il fair play della vigilia è stato smentito alla prima riunione. Ripresi i lavori parlamentari dopo la pausa natalizia, alla commissione di Vigilanza, chiamata a votare il parere sul nuovo contratto di servizio della Rai, è infatti scoppiato il finimondo, con l’opposizione che ha abbandonato la seduta. Motivo: la presenza, nella neonata commissione incaricata di verificare il raggiungimento degli obiettivi di qualità , di un osservatore del ministero delle Comunicazioni a fianco dei due esponenti della Rai e dei due rappresentanti degli utenti.

Par condicio per le emittenti locali – Ddl 3007 – Sarà  l’aula di Montecitorio a ratificare le modifiche apportate alla legge n. 28 del 2000 sui limiti all’informazione politica nelle tivù e nelle radio locali. La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il 16 gennaio il testo presentato dal governo, accogliendo però una serie di emendamenti dell’opposizione. Tanto che – come ha annunciato il verde Marco Boato (foto) – il voto di astensione sull’intero provvedimento pronunciato dal centrosinistra in commissione, in aula potrebbe trasformarsi in un voto favorevole.


Tivù e minori: insediato il comitato
– Il 28 gennaio si è insediato il comitato che avrà  il compito di vigilare sull’applicazione del codice di autoregolamentazione delle tivù a tutela dei minori, segnalando all’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Enzo Cheli, le eventuali trasgressioni che potrebbero essere sanzionate anche con la revoca della licenza. Composto da 15 membri che rappresentano le emittenti, il ministero delle Comunicazioni e l’Autorità  di Cheli, il comitato è presieduto da Emilio Rossi.

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