Servizio di copertina – Luca Cordero di Montezemolo

 “A me sembra che la Fieg dovrebbe avere un suo libretto di istruzioni per l’uso dove ci sono tre capitoli da studiare a memoria”, esordisce Montezemolo, “Primo capitolo: la Fieg è un’associazione che rappresenta gli interessi degli editori presso governo, Parlamento, commissioni. Attività , dunque, di stimolo e controllo perché sulle tematiche generali della categoria le leggi tengano conto degli interessi degli associati. Dunque, capitolo sulle funzioni istituzionali della Fieg. Secondo capitolo: cosa fa e cosa deve fare la Fieg per tonificare e sviluppare il mercato in cui gli associati agiscono. Progetti e propositi in area nazionale e internazionale. Terzo capitolo: la Fieg è una centrale di comunicazione. Comunicazione dall’interno verso l’esterno; comunicazione dall’esterno all’interno che si realizzano attraverso due attività  tipiche: incontri e confront”.
E riguardo alla pubblicità , il presidente della Fieg precisa: “Nell’affrontare questi problemi la mia posizione è questa: che io non sono disponibile a un dibattito trito e ritrito sulle sperequazioni tivù-carta stampata. Sediamoci intorno a un tavolo e vediamo. Di che cosa stiamo discutendo noi editori? Della pubblicità . E che strumento è la pubblicità ? Uno strumento per aumentare i consumi e le quote di mercato degli industriali investitori che Giulio Malgara coltiva con la sua Upa, gli utenti di pubblicità  associati. Se la pubblicità  aumenta i consumi e le quote di mercato, cos’è allora? Un investimento, giusto? E in questo momento diventa un investimento anticiclico, giusto? E, allora, invece di esasperarci tra di noi giocando a ping pong con la tivù che ci risponde: “Ma noi che c’entriamo con le quote degli investimenti? Prendetevela con le scelte del mercato, prendetevela con i vostri dirimpettai, gli utenti di pubblicità : sono loro che decidono come, dove e quanto investire” – … allora, dico, alziamoci da questo tavolo, andiamo a parlare con il governo e gli diciamo: che ne diresti di adottare una norma in base alla quale coloro che investono in pubblicità  più dell’anno precedente possono detrarre dal reddito di impresa – mettiamo – il 20% del loro investimento complessivo? Non sarebbe, diciamo al governo, una maniera positiva per dialogare con gli industriali che aumentano l’investimento pubblicitario, un investimento che stimola e accresce i consumi e che per voi, governo, è dunque uno strumento anticiclico?”


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Nella foto, Luca Cordero di Montezemolo
, presidente della Ferrari, la società  che prende parte al campionato Formula 1 dal 1950 e ha vinto il titolo mondiale dei Costruttori nel 1999, 2000 e 2001. Con 2mila dipendenti Ferrari e oltre 300 Maserati, un fatturato consolidato 2000 di 893,3 milioni di euro, Ferrari è presente in 43 Paesi e la Maserati in 36 con una produzione volontariamente limitata, per ora, a 4mila vetture all’anno. L’attività  di Montezemolo nel campo della comunicazione si segnala nel ’76 come direttore delle relazioni esterne della Fiat e nell’81 come amministratore delegato della Itedi, holding della Fiat per le partecipazioni editoriali (La Stampa e Publikompass).

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